Segreteria del Santuario

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"Il Rosario è la scala più corta per salire in Cielo” Beato Carlo Acutis

23 Novembre 2021

Per quello che sono

Amami per quello che sono

per i miei momenti di pazzia,

per la mia mania di scherzare,

per le mie lacrime nascoste,

per il mio silenzio ,

per il mio sguardo basso.

Amami quando ti ferisco ,

quando non ti ascolto,

quando ti provoco,

amami e accetta tutto

di me,

ma soprattutto amami 

perche' ti amo.

Siamo troppo lontani

per prenderci le mani...

ma mai troppo lontani

per cui i nostri cuori

non si tocchino

Antonio Cianci 
Casa di Reclusione  Opera - MI

Benedetto XV fu a capo della Chiesa dal 3 settembre 1914 al 22 gennaio 1922. Risalgono quindi al suo pontificato le prime notizie delle apparizioni di Fatima. Il Papa prese posizione nei confronti delle apparizioni o del pellegrinaggio che nel frattempo si era sviluppato nel luogo dove queste erano avvenute? Il problema è di grande importanza perché siamo all'inizio di quello che diverrà poi un fenomeno di amplissime proporzioni, nella Chiesa e nel mondo. Trattandosi di un fenomeno interno alla Chiesa cattolica, e di grande complessità, qualunque presa di posizione da parte della suprema autorità della Chiesa avrebbe acquisito un peso decisivo. Quale peso attribuire a Benedetto XV rispetto a Fatima?

Essendo egli il primo di una serie di sette papi chiamati a intervenire su Fatima, sarà meglio individuare gli aspetti più importanti da tenere presenti per fenomeni di stampo sovrannaturale, come le apparizioni di Fatima. Tali aspetti sono praticamente gli stessi che la teologia di tutti i tempi si ê trovata ad affrontare per stabilire il carattere divino della religione giudaico-cristiana. In ultima analisi, bisogna sapere se è realtà, realtà divina, quella che si presenta come tale, stessa apparizione, visione o locuzione, fino a tutto ciò che in essa può essere espressione o messaggio di Dio, sia priva di parole, come modo di presentazione, abiti, abbellimenti, atteggiamenti corporali (gesti, inclinazioni, movimenti), sia oralmente, come in domande, risposte, richieste, esortazioni, profezie, promesse, minacce, ordini, sia inoltre con segni esterni al visibile (guarigioni, prodigi, miracoli). Tutto ciò può coinvolgere soltanto i veggenti o molti altri fedeli e perfino gli agenti delle autorità, sia religiose che civili, nella fattispecie vescovi, capi di stato o il papa in persona. In sintesi, teoricamente, occorre rispondere a una domanda: Dio è presente in un determinato avvenimento che si manifesta come sovrannaturale? Coerentemente con tali aspetti teorici, si pone la questione di sapere, nel caso si tratti di vere manifestazioni divine, quali conseguenze pratiche si possono o devono trarre quanto a devozioni, obblighi, diritti o doveri, e questo sia a livello di semplici individui come di grandi masse umane o delle autorità stesse. Se le manifestazioni divine straordinarie potessero essere oggetto di analisi scientifica, nel senso delle scienze dette esatte, l'intervento pontificio sarebbe meno importante, se non scarsamente necessario. Ma poiché tali manifestazioni sfuggono alla verifica sensoriale, si rende decisivo il ruolo dell'autorità, cui compete, nella Chiesa cattolica, l'ultima parola su questioni di idee e costumi.

Essendo Benedetto XV il primo papa a venire a conoscenza di Fatima, conviene fare una breve osservazione sull'importanza che la Chiesa cattolica attribuisce alle manifestazioni divine, straordinarie e post bibliche, così come alle valutazioni per verificarne la realtà nel corso dei suoi venti secoli. Chi legga le antiche agiografie si renderà ben presto conto che il meraviglioso divino abbonda in tutta la storia del cristianesimo, che lo ha accettato con le precauzioni ritenute normali in ogni periodo. La distinzione tra i libri santi canonici, ispirati da Dio, e i cosiddetti apocrifi, denota l'esistenza di un vero spirito critico già operante nella chiesa delle origini. Gesù aveva peraltro messo in allarme i suoi discepoli contro i falsi profeti (Mt 7,15). E san Paolo avvertiva che bisognava discernere il vero dal falso quando qualcuno affermava di possedere doti soprannaturali (1Cor 14,29). Ma egli non ostacolò la grande facilità se non il piacere nell'ammettere tali fenomeni, mentre le scienze umane non diedero conto che le possibilità di errore, e anche di frode, erano più frequenti di quanto si potesse solitamente supporre, perfino in persone che sembravano dotate di vera santità. Fu così che, a seguito di alcune regole imposte nel Cinquecento, soprattutto dal Concilio di Trento, da Papa Benedetto XIV (nel Settecento) e da Pio X (nel Novecento) furono stabiliti alcuni criteri di rigore, che possono oggi rendere lento, e molto difficile, il discernimento di una rivelazione divina. Prova di questo rigore è la depurazione operata dall'ultima riforma liturgica nella biografia dei santi proveniente dal II Notturno della Liturgia delle Ore.

Benedetto XV ha manifestato convinzione sul soprannaturale di Fatima?

La risposta dei primi apologisti di Fatima è al riguardo positiva e ha come protagonista Ludwig Fischer, sacerdote tedesco autore del libro Fatima in Lichte der Kirchlichen Autorität, Fatima alla luce dell'autorità ecclesiastica (1932). Trattandosi della prima espressione scritta di questa opinione, ne trascriviamo l'essenziale: «Quando l'episcopato portoghese, durante una riunione plenaria avvenuta a Lisbona nel febbraio del 1918, comunicò al Santo Padre che la situazione della Chiesa era un po' migliorata, Papa Benedetto XV, nella sua risposta del 20 aprile, dichiarò che mai si sarebbe convinto che la situazione critica della Chiesa in Portogallo fosse stabile e duratura, e che nutriva la speranza che essa, in futuro, avrebbe teso sempre a migliorare. "Tale speranza è confermata, innanzi tutto, dalla devozione ardente rivolta alla Vergine Immacolata, devozione che tanto nobilita questa parte del gregge di Cristo. Una tale devozione merita, in verità, un ausilio straordinario da parte della Madre di Dio" (Acta Apostolicae Sedis, 10 (1918) 2301)». Continua Fischer: «É fuori di dubbio [offensichtlich] che il Papa, con tali notevolissime parole, voleva riferirsi alle recenti apparizioni della Madonna, sulla vetta della Serra d'Aire, avvenimento che allora dominava tutti gli spiriti». Quello che sembra aver convinto l'autore fu l'aggettivo latino singulare, tradotto con "straordinario", con cui il Papa qualificava l'ausilio della Madonna, nell'espressione singulare quoddam auxilium. Fischer lo tradusse con markant, cioè molto importante, mentre il traduttore portoghese scriverà 'notevolissime parole' e Barthas, altro importante esperto francese di Fatima, 'curieuse allusion', (Fatima Merveille du XX siècle, Fatima Editions, Toulouse 1957, p. 231). Vari autori che seguirono adottarono l'opinione di Fischer, senza altri elementi apprezzabili.

Alla luce delle circostanze e di tutto quanto è successo fino a oggi, ci sembra che tale posizione non abbia sufficiente fondamento. Ragioni alternative: il Papa aveva motivo molto forte di impiegare l'espressione "singulare quoddam auxilium" senza riferirsi alle apparizioni: il progressivo smantellamento della Lei da Separaçao, messa in atto da Sidonio Pais, restituendo alla Chiesa la libertà di cui aveva sempre goduto. Fu, ci sembra, a questo grande cambiamento del Governo che i vescovi, molti dei quali erano da poco tornati dall'esilio, si riferivano nella lettera del 5 febbraio 1918. Il colpo di stato di Sidónio Pais aveva trionfato nel giorno dell'Immacolata Concezione, Regina di Portogallo. Come non potevano i responsabili della Chiesa interpretare tale avvenimento se non come "ausilio singolare" della Madre di Dio? Infatti, i vescovi portoghesi avevano segnalato nella lettera al Papa la coincidenza dell'improvviso cambiamento di regime politico con la festa dell'Immacolata Concezione (DCF III 1, 16-17). Dal giorno seguente, il governo cominciò ad annullare progressivamente tutte le misure distruttrici della suddetta legge, abolendo la pena dell'esilio che teneva i vescovi fuori dalle loro diocesi (cfr. COSTA BROCHADO, Fatima a Luz da História, 345 e ss). Possiamo supporre che lo stesso cardinale patriarca Mendes Belo avesse presieduto la riunione dei vescovi, di certo in un clima di giubilo e gratitudine. Avranno senz'altro parlato della coincidenza del trionfo di Sidonio Pals con la festa della Patrona e quasi certamente, per lo meno alcuni, saranno stati convinti che le apparizioni di Fatima, coronate meno di due mesi prima dal fenomeno solare, possedevano i segni distintivi di un intervento sovrannaturale. Ma da qui a una affermazione ufficiale del Papa c'è una bella differenza! Anche perché, pur ammettendo che il Papa fosse già a conoscenza del fenomeno solare e dell'impressione provocata in Portogallo, bisogna tenere presente che qualunque decisione sull'argomento doveva essere presa dall'autorità ecclesiastica locale. Ma l'autorità era vacante, dato che il territorio di Fatima era stato ritirato dalla diocesi di Lisbona un mese prima della lettera dei vescovi al Papa, in occasione della restaurazione della diocesi di Leiria, e gli appunti del parroco, con il processo canonico in embrione, sarebbero stati inviati alla Curia patriarcale solo nell'aprile del 1919. Nel 1920 sarebbe giunto a Leiria il nuovo vescovo, cui sarebbe spettato il compito di discernimento.

Non essendo necessario né ragionevole che il Papa includesse Fatima nella sua espressione, preferiamo pensare che fu un forte e comprensibile impulso apologetico a guidare Fischer e i suoi seguaci a esprimere opinione favorevole.

(LUCIANO GUERRA, Benedetto XV e Fatima, in MOREIRA C. A. - CRISTINO L., Enciclopedia di Fatima, Cantagalli, Siena 2010, pp. 66-69]

  • Ore 9,00 conferenza - in presenza sala Cuore Immacolato 
  • Via Skype
  • Segue Adorazione Eucaristica
  • Ore 10,30 Santa Messa
    Ore 12,00 Condivisione
  •  Per iscriversi: inviare una e-mail alla casella di posta elettronica del ritiro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure tramite WhatsApp, comunicarlo nella chat del gruppo ritiropertutti oppure telefonare al numero 06-2266016 negli orari LUN. – DOM. 09.30 – 12.00 e 16.30-18.30.

 Questa è una storia d’amore raccontata tra le pagine della Sacra Scrittura, la storia di Sara e Tobia.
Due giovani che si lasciano guidare dalla volontà di Dio che li conduce, da buon padre, con successo verso la “via della felicità”.
Sara, una giovane donna che disperata leva la sua preghiera a Dio.

Ogni seconda domenica del mese al Santuario presso la Sala Cuore Immacolato  si terranno degli incontri formativi in presenza per le coppie, dalle ore 16,00 alle ore 18,30. Tali incontri  sono  animati da sr Camilla Callini omvf
Per maggiori informazioni ci si può rivolgere all’ufficio Direzione ed Accoglienza del Santuario negli orari di apertura, oppure  contattare sr Camilla al numero di cellulare 3493075579 
Indirizzo-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Creati ad immagine e somiglianza con Dio siamo esseri in relazione.  la capacità di dialogare nella coppia è indispensabile, ma a volte volte sapersi ascoltare e trovare parole efficaci che nutrano in modo sempre  il rapporto, non è facile. Il nostro innato egoismo e le preoccupazioni della vita ci rendono sordi all'altro...e il silenzio cala!
Lasciamoci aiutare dalla  Parola di di Dio a tenere sempre aperte le orecchie del cuore... Cristo ci dice: "Effatà"  APRITI... apriamoci a Lui e sapremo sempre aprirci all'altro.  Vi aspetto. Sr. Camilla

Programma

Domenica 14 Novembre - Il bello della coppia
Domenica 12 Dicembre - Lasciati aprire le orecchie del cuore
Domenica 9   Gennaio   -   Un "pizzico d'arte" per scoprire nel giusto Giuseppe come discernere i progetti di Dio
Domenica 13    Febbraio  - Su che cosa vuoi costruire la tua casa? Spero sulla solida roccia!
Domenica 13    Marzo        -Su che cosa vuoi costruire la tua casa? Spero sulla solida roccia! seconda parte
Domenica 10   Aprile          -
Domenica 8      Maggio       - Curiamo il nostro amore
Domenica 12   Giugno       -

Catechesi Bblica diretta da P. Michele Babuin  - "La schiavitùin Egitto "

I discendenti di Giacobbe vissero in Egitto per oltre 450 anni, durante i quali divennero una nazione - la nazione d'Israele. Essi furono infatti accolti con favore, probabilmente al tempo degli Hyksos, con Giuseppe figlio di Giacobbe che divenne addirittura viceré d'Egitto. Poi gli Egiziani, retti da un'altra dinastia di faraoni, cominciarono a considerare gli Ebrei come una minaccia. Intensificarono i controlli, obbligando gli Israeliti, ridotti in schiavitù, a fabbricare mattoni per la fabbrica delle città-deposito di Pitom e Ramesse. Per ridurre il crescente numero di Ebrei disposero che i loro neonati maschi fossero affogati nelle acque del fiume Nilo.

Sabato 18 Dicembre ore 16,00 Lettura Spirituale della Sacra Scrittura - Sala del Rosario

Streaming canale Youtube -https://www.youtube.com/channel/UCzGZlWm8IITlevGMDX6-44w

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere all’ufficio Direzione ed Accoglienza del Santuario negli orari di apertura 06 2266016 .

Oppure inviare un whatsapp a P. Michele omv stesso (339 4779599).

Chi volesse anche far parte del gruppo whatsapp "Lettura spirituale della Sacra Scrittura", utilizzato da P. Michele per inviare gli avvisi, può chiedere l'iscrizione.

09 Gennaio 2022

Il bello della coppia

Eccoci al terzo incontro: riflettiamo insieme sull'importanza di pregare insieme, marito e moglie, per  ricevere dall'Alto le luci necessarie per comprendere e compiere il disegno di Dio sulle nostre famiglie: ci sarà di aiuto il giusto Giuseppe, nell'interpretazione di un quadro di Koder.

30 Ottobre 2021

Dimmi che Santo sei!

Le comunità cristiane stanno cercando di eradicare Haloween, proponendo un’alternativa che ponga maggiormente l’attenzione sul significato del 31 Ottobre. Questo è il giorno che precede la festa di Ognissanti, durante la quale si celebrano i nostri Santi protettori.

Carlo Borromeo, santo Arcivescovo di Milano (Arona, Novara, 1538-Milano 1584). Chiamato (1560) a Roma dallo zio Pio IV e nominato cardinale, ricoprì importanti uffici di curia, ove fu tra l’altro cardinal nipote. Alla morte dello zio (1565), passò a Milano, di cui era arcivescovo dal 1560, e avviò un’intensa attività pastorale e una profonda riforma del clero. Fondò la Congregazione degli oblati (1581) e istituì vari seminari e istituti religiosi. Ebbe frequenti contrasti giurisdizionali con le autorità civili e nel 1569 pagò con una archibugiata, che lo risparmiò, lo sforzo d’aver tentato di riformare il potente ordine religioso degli umiliati, che il papa poi, conseguentemente, sciolse. Ecclesiastico modello della Controriforma, fu canonizzato santo nel 1610. 

Sabato 6 Novembre ore 21,00
- Rosario meditato dal gruppo giovani del santuario

Domenica 7 Novembre -  Le reliquie saranno sull’altare accanto alla Vergine di Fatima.
- Ore 15,45 rosario meditato con i pensieri del santo

 Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, infermo e paradiso.

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