Segreteria del Santuario

Segreteria del Santuario

10 Aprile 2020

VENERDI SANTO

Cari fratelli e sorelle, anche quest’anno abbiamo ripercorso il cammino della croce, la Via Crucis, rievocando con fede le tappe della Passione di Cristo. I nostri occhi hanno rivisto la sofferenza e l’angoscia che il nostro Redentore ha dovuto sopportare nell’ora del grande dolore, che ha segnato il culmine della sua missione terrena. Gesù muore in croce e giace nel sepolcro. La giornata del Venerdì Santo, così impregnata di umana mestizia e di religioso silenzio, si chiude nel silenzio della meditazione e della preghiera. Tornando a casa, anche noi come coloro che assistettero al sacrificio di Gesù, ci “percuotiamo il petto”, ripensando a quanto è accaduto (cf Lc 23, 48). Si può forse restare indifferenti dinanzi alla morte di un Dio? Per noi, per la nostra salvezza si è fatto uomo ed è morto in croce. 

Fratelli e sorelle, i nostri sguardi spesso distratti da dispersivi ed effimeri interessi terreni, oggi volgiamoli verso Cristo; fermiamoci a contemplare la sua Croce. La Croce è sorgente di vita immortale, è scuola di giustizia e di pace, è patrimonio universale di perdono e di misericordia; è prova permanente di un amore oblativo e infinito che ha spinto Dio a farsi uomo vulnerabile come noi sino a morire crocifisso. Le sue braccia inchiodate si aprono per ciascun essere umano e ci invitano ad accostarci a Lui certi che ci accoglie e ci stringe in un abbraccio di infinita tenerezza: “Quando sarò elevato da terra – aveva detto – attirerò tutti a me” (Gv 12, 32). 

Attraverso il cammino doloroso della croce gli uomini di ogni epoca, riconciliati e redenti dal sangue di Cristo, sono diventati amici di Dio, figli del Padre celeste. “Amico!”, così Gesù chiama Giuda e gli rivolge l’ultimo drammatico appello alla conversione; amico chiama ognuno di noi perché è amico vero di tutti. Purtroppo non sempre gli uomini riescono a percepire la profondità di quest’amore sconfinato che Iddio nutre per le sue creature. Per Lui non c’è differenza di razza e cultura. Gesù Cristo è morto per affrancare l’intera umanità dalla ignoranza di Dio, dal cerchio di odio e vendetta, dalla schiavitù del peccato. La Croce ci rende fratelli. 

Ci domandiamo: ma che abbiamo fatto di questo dono? Che abbiamo fatto della rivelazione del volto di Dio in Cristo, della rivelazione dell’amore di Dio che vince l’odio? Tanti, anche nella nostra epoca, non conoscono Dio e non possono trovarlo nel Cristo crocifisso; tanti sono alla ricerca di un amore e di una libertà che escluda Dio; tanti credono di non aver bisogno di Dio. Cari amici, dopo aver vissuto insieme la passione di Gesù, lasciamo questa sera che il suo sacrificio sulla Croce ci interpelli; permettiamo a Lui di porre in crisi le nostre umane certezze; apriamogli il cuore: Gesù è la Verità che ci rende liberi di amare. Non temiamo! Morendo il Signore ha salvato i peccatori, cioè tutti noi. Scrive l’apostolo Pietro: Gesù “portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti” (1Pt 2, 24). 

Questa è la verità del Venerdì Santo: sulla croce il Redentore ci ha restituito la dignità che ci appartiene, ci ha resi figli adottivi di Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza. Restiamo dunque in adorazione davanti alla Croce. O Cristo, Re crocifisso, donaci la vera conoscenza di Te, la gioia a cui aneliamo, l’amore che colmi il nostro cuore assetato d’infinito. Così Ti preghiamo questa sera, Gesù, Figlio di Dio, morto per noi in Croce e risorto il terzo giorno. Amen!     BENEDETTO XVI

 

Un breve resoconto nel tempo del CORONA VIRUS 19.

Praticamente l'ultima uscita da casa per noi tutti in apostolato e per la scuola è stata l' 8 di marzo ultimo scorso.  Da allora  : IN CASA !
Per decreto governativo e per la sicurezza.

10 Aprile 2020

Pasqua 2020

Che succede dice l'asino? 

Le strade sono vuote 

Hanno dimenticato che sta arrivando il Messia? 

Calma amico fedele gli risponde il Signore, 

continua per la tua strada non aver timore. 

Quest'anno è diverso è un anno di riflessione

ecco perché tutte le persone mi aspettano in loro cuor. 

Sono dentro le loro case con ulivi e palme 

e mi danno il benvenuto dal fondo delle loro anime. 

Sarà una Settimana Santa di silenzio e preghiera, 

di resa, amore e speranza fino alla mia risurrezione. 

E celebreranno la Pasqua con cuore rinnovato 

dando tutta l'importanza a ciò che è davvero sacro. 

Continua a camminare asinello 

continua la tua missione 

attraverso queste strade vuote 

che ci manca ancora la Passione.  (nipote di padre Roberto Jokanovic)

06 Marzo 2020

VIA CRUCIS

VIA CRUCIS ORE 16,30 SEGUE SANTA MESSA

Le prime tracce a Gerusalemme, alla fine del IV secolo. Come la conosciamo noi risale al Medio Evo inoltrato. San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), san Francesco d'Assisi (1182-1226) e san Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274), prepararono il terreno su cui nacque la pratica di pietà. Le 14 stazioni

Ha radici profonde. E attraversa il tempo. La Via Crucis è un rito che intreccia Parola di Dio, storia e preghiera. Richiama l'ultimo tratto del cammino percorso da Gesù durante la sua vita terrena: da quando egli e i suoi discepoli, « dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli ulivi » (Mc 14, 26), fino a quando il Signore fu condotto al « luogo del Golgota » (Mc 15, 26), fu crocifisso e sepolto in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia di un giardino vicino. 

La Chiesa di Gerusalemme manifestò molto presto la sua attenzione per i «luoghi santi». Reperti archeologici attestano l'esistenza di espressioni di culto cristiano già nel secondo secolo dopo Cristo, nell'area cimiteriale dove era stato scavato il sepolcro di Gesù. Alla fine del IV secolo, la pellegrina Eteria ci dà notizia di tre edifici sacri eretti sulla cima del Golgota. E ci informa della processione che in certi giorni si snodava d due di esse, più precisamente dall'Anastasis al Martyrium. Non si trattava, per la verità, di una Via Crucis o di una Via Dolorosa. Come non lo era quella sorta di cammino attraverso i santuari di Gerusalemme, che si desume dalle varie « cronache di viaggio » dei pellegrini dei secoli V e VI. Ma quella processione, con i suoi canti e il suo stretto legame con i luoghi della passione, è ritenuta da alcuni studiosi una forma embrionale della futura Via Crucis.

La Via Crucis, nella sua forma attuale, con le stesse quattordici stazioni disposte nello stesso ordine, è attestata in Spagna nella prima metà del diciassettesimo secolo, soprattutto in ambienti francescani. Dalla penisola iberica essa passò prima in Sardegna, allora sotto il dominio della corona spagnola, e poi nella penisola italica. Qui incontrò un convinto ed efficace propagatore in San Leonardo da Porto Maurizio (+ 1751), frate minore, instancabile missionario; egli eresse personalmente oltre 572 Via Crucis, delle quali è rimasta famosa quella eretta nel Colosseo, su richiesta di Benedetto XIV, il 27 dicembre 1750, a ricordo di quell'Anno Santo.

Il nostro Istituto Religioso 'Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima', sorto nel 1978 in Italia in San Vittorino, Diocesi di Tivoli (Roma), presso il Santuario Nostra Signora di Fatima, affonda le sue radici nella spiritualità dei Padri Oblati di Maria Vergine, fondati nel 1800 a Pinerolo (To) dal Venerabile Padre Pio Bruno Lanteri. 

Offerte al Padre, come Maria, per la vita dei Fratelli 

La nostra famiglia religiosa, approvata nel 2001 come Istituto di Diritto Pontificio, comprende circa un centinaio di membri che operano in Italia e all'estero.  

LA DIMENSIONE MARIANA

Maria Santissima, per l'Oblata, è modello di totale dedizione alla persona e alla missione di Cristo. Nel suo Fiat e nel suo Magnificat ogni Oblata comprende pienamente se stessa.

La nostra spiritualità ha una forte dimensione mariana, che trova la sua peculiarità nel contemplare Maria quale Madre e Socia del Redentore e nel vivere come Lei, l'associazione all'opera della redenzione; collaboriamo concretamente all'opera della redenzione rispondendo agli appelli della Vergine a Fatima: l'offerta della vita associata all'oblazione di Cristo, la preghiera e la riparazione.

IL CARISMA

Il nostro carisma è l'associazione della nostra vita all'offerta di Cristo al Padre per la salvezza dei fratelli, sull'esempio di Maria Santissima.

LA MISSIONE

La nostra missione di evangelizzazione, che realizziamo nelle opere di carità spirituale, ci vede impegnate, prima di tutto, nella testimonianza del primato di Dio nella nostra vita consacrata e nell’attività apostolica rivolta a tutte le fasce di età e ad ogni categoria di persone, affinché i nostri fratelli e le nostre sorelle, prendendo coscienza di essere creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti e salvati da Cristo, vivano la figliolanza con il Padre e realizzino così la profonda vocazione della persona umana.

19 Gennaio 2020

ASSEMBLEA DIOCESANA

ASSEMBLEA DIOCESANA DEI CATECHISTI E DEGLI ACCOMPAGNATORI.

"VOI PIETRE VIVE" - QUALE CHIESA OGGI ALLA LUCE DELLA NOTA PASTORALE.

  • ORE 15,00 ACCOGLIENZA CATECHISTI E ACCOMPAGNATORI DEI GENITORI.
  • ORE 15,30 SALUTO DEL VESCOVO
  • INTERVENTO FRATEL ENZO BIEMMI
  • DIALOGO ASSEMBLEARE
  • ORE 17,45 LITURGIA DELLA PAROLA PRESIEDUTA DAL VESCOVO CON RITO DEL MANDATO AI CATECHISTI

 

 

08 Marzo 2020

Catechesi Mariane

DOMENICA 8 MARZO ORE 17,30 CATECHESI MARIANE AL SANTUARIO 

RELATORE: SR MARY MELONE LA VERGINE MARIA "CAUSA DELLA NOSTRA GIOIA"

“Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 40]. Tutti sono chiamati alla santità: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48). Per raggiungere questa perfezione, i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura del dono di Cristo, affinché. . . , in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con tutto il loro animo si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità del popolo di Dio crescerà apportando frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato, nella storia della Chiesa, dalla vita di tanti santi [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 40]" (CCC 2013).

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