Segreteria del Santuario
“Colei che porta la Luce: nascita della Vergine Maria”
La Natività della Beata Vergine Maria si celebra l'8 settembre ed è una delle feste mariane più antiche della Chiesa. Insieme al Natale di Cristo e alla nascita di San Giovanni Battista, è una delle tre nascite che la liturgia cristiana onora in modo solenne.
Origine della festa
Le prime testimonianze provengono da Gerusalemme, dove già nel VI secolo sorgeva una basilica presso la piscina probatica, sul luogo venerato come casa dei santi Gioacchino e Anna. Lì si ricordava la nascita di Maria, evento che segnava l'inizio della realizzazione del piano divino di salvezza. Da Gerusalemme la festa passò presto a Costantinopoli e, tra il VII e l'VIII secolo, raggiunse Roma e l'Occidente.
La nascita di Maria è vista come l'alba della Redenzione. Ella è la "porta del cielo", preparata da Dio fin dal grembo di sua madre per essere la Madre del Salvatore. La liturgia la descrive come "radice santa", "fiore che germoglia da Jesse", immagine che richiama le antiche profezie messianiche.
Dimensione liturgica
Celebrando la nascita di Maria, la Chiesa invita i fedeli alla gioia e alla speranza: l'aurora della salvezza è sorta, il cuore del mondo si prepara ad accogliere il Salvatore. L'8 settembre diventa così una festa che unisce cielo e terra, promessa e compimento.
La Chiesa esulta: è nata Maria,la piccola Bambina scelta da Dio per essere Madre del suo Figlio.
La sua nascita porta luce in un mondo che attendeva la salvezza.
Nasce da genitori anziani, segno che nulla è impossibile a Dio.
Nasce povera, nascosta, in una casa semplice,
ma agli occhi del Padre è già regina, perché da lei verrà il Re dei re.
Ogni nascita è promessa di futuro.
La nascita di Maria è promessa di eternità: attraverso di lei,
Dio entrerà nella storia per trasformarla dall'interno.
Guardando la culla della Vergine, impariamo che la vera grandezza comincia nella piccolezza,
che la luce più pura sorge nel silenzio, che la speranza non delude mai.
Maria Bambina, gioia del cielo e della terra,
tu che sei aurora di salvezza, illumina il nostro cammino nelle notti della vita.
Donaci la tua purezza e la tua fiducia,
perché anche noi possiamo accogliere Cristo e portarlo al mondo con amore. Amen.
"Maria continua a guidare i Suoi figli con parole di luce: a Fatima, la Madre del Rosario ci ricorda che la pace nasce dalla preghiera e dal sacrificio offerto con amore."
Il 13 agosto a Fatima, i tre veggenti, Lucia, Giacinta e Francesco, non ebbero l'apparizione della Madonna, poiché furono arrestati dal sindaco di Vila Nova de Ourém e detenuti fino al 15 agosto. La Madonna apparve loro il 19 agosto, durante una visita in campagna, e promise che in ottobre avrebbe compiuto un miracolo per confermare l'autenticità delle loro visioni.
Dettagli dell'evento:
L'arresto: Il 13 agosto, i tre bambini furono prelevati dal sindaco, che cercava di scoprire la verità sulle loro visioni.
Detenzione: I bambini furono rinchiusi e interrogati, ma non cedettero alle minacce e alle pressioni.
Apparizione mancata: A causa della detenzione, i bambini non poterono recarsi nel luogo delle apparizioni, la Cova da Iria, e quindi non videro la Madonna quel giorno.
Apparizione del 19 agosto: La Madonna apparve ai bambini durante una visita in campagna, promettendo loro un segno nel mese di ottobre.
Miracolo di ottobre: Il miracolo del sole, promesso dalla Madonna, avvenne il 13 ottobre, confermando le apparizioni.
Il 13 agosto a Fatima: quando i pastorelli furono arrestati e la Madonna apparve il 19
Il 13 agosto 1917 rappresenta una data insolita nel ciclo delle apparizioni della Madonna a Fatima. In quel giorno, infatti, Lucia dos Santos, Giacinta Marto e Francesco Marto non poterono recarsi alla Cova da Iria, luogo designato per l’incontro mensile con la Vergine.
L’arresto dei veggenti
I tre bambini vennero arrestati dal sindaco di Vila Nova de Ourém, Artur de Oliveira Santos, e trattenuti per due giorni, dal 13 al 15 agosto. Il sindaco, di orientamento massonico e apertamente anticlericale, desiderava fermare il crescente fermento popolare suscitato dalle apparizioni. Invitò i veggenti con un pretesto e, una volta portati al municipio, cercò con minacce e pressioni di farli confessare che le apparizioni erano false. Nonostante la paura e la giovane età, i pastorelli rimasero saldi nella verità. Non rinnegarono ciò che avevano visto né tradirono il segreto loro affidato dalla Madonna. Dopo due giorni di detenzione, vennero finalmente liberati il 15 agosto, festa dell’Assunzione di Maria.I bambini, pur spaventati, rimasero fermi nella verità del loro racconto e non rivelarono il segreto che la Madonna aveva affidato loro il 13 luglio [cf. Memorie di Suor Lucia, 2000, p. 166].
L’apparizione del 19 Agosto
Dopo essere stati liberati il 15 agosto, festa dell’Assunzione di Maria, i veggenti ripresero la loro vita quotidiana. Ma la Vergine non mancò di presentarsi. Il 19 agosto, mentre pascolavano il gregge nella località di Valinhos, nei pressi di Aljustrel, la Madonna apparve loro di nuovo, in modo straordinario.
Lucia racconta così l’evento:
«Vedemmo di nuovo la Signora sopra un elce. [...] La Madonna ci disse: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, che vanno tante anime all’inferno perché non c’è chi si sacrifichi e preghi per loro”» (Memorie di Suor Lucia, p. 172).
In questa apparizione, la Madonna rinnovò le sue richieste di preghiera, penitenza e conversione, e confermò che in ottobre avrebbe realizzato un grande miracolo, «affinché tutti credano» [cf. Documentação Crítica de Fátima, vol. I, doc. 31, p. 89].
Il disegno di Dio non si ferma.
L’episodio del 13 agosto ricorda al mondo che nessuna opposizione umana può fermare i piani di Dio. L’autorità civile cercò di zittire la voce del Cielo, ma la Madonna si manifestò comunque ai suoi piccoli messaggeri. La loro fedeltà e innocenza furono più forti della paura e delle minacce.
Questa apparizione “ritardata” si inserisce pienamente nel cammino spirituale delle apparizioni di Fatima, che culmineranno con il celebre Miracolo del Sole, avvenuto il 13 ottobre 1917 davanti a circa 70.000 testimoni [cf. Aparições e Milagres de Fátima, P. Joaquim M. Ferreira, 1997].
Fonti principali
Suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, Memorie di Suor Lucia, Postulazione, Fatima 2000. Documentação Crítica de Fátima, Vol. I, Ed. Secretariado dos Pastorinhos, Santarém, 1992.Ferreira J. M., Aparições e Milagres de Fátima, Gráfica de Coimbra, 1997.Carreira, Joaquim M., Fatima: Events and Meaning, Shrine of Fatima, 2007.Sito ufficiale del Santuario di Fatima: www.fatima.pt
L' Apparzione
I pastorelli vennero liberati nella mattinata del 15 Agosto e furono riportati alla casa del parroco dove si ricongiunsero con i loro parenti. La Vergine Maria apparve loro qualche giorno dopo, esattamente il 19 Agosto, in una località vicina detta Valinhos.
“Andando con le pecore, insieme a Francesco e a suo fratello Giovanni, in un luogo chiamato Valinhos, e sentendo che qualcosa di soprannaturale s’avvicinava e ci avvolgeva, sospettando che la Madonna venisse ad apparirci e rincrescendoci che Giacinta non ci fosse a vederLa, chiedemmo a sua fratello Giovanni che l’andasse a chiamare. Siccome lui non voleva, gli offrì due soldi, e lui corse a chiamarla.
Nel frattempo vidi, con Francesco, il riflesso della luce che noi chiamavamo lampo e, arrivata Giacinta, un istante dopo, vedemmo la Madonna sopra un leccio.
– Cosa vuole da me?
– Voglio che continuiate a venire alla Cova da Iria il 13; che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. Nell’ultimo mese, farò il miracolo, affinché tutti credano.
– Cosa vuole che si faccia dei soldi che la gente lascia nella Cova da Iria?
– Faccino due portantine: una, portala tu con Giacinta e altre due bambine vestite di bianco; l’altra, la porti Francesco con altre tre bambini. I soldi delle portantine sono per la festa della Madonna del Rosario; e quel che avanza è per la costruzione d’una cappella, che faranno fare.
– Vorrei chiederle la guarigione di alcuni ammalati.
– Sì; alcuni li guarirò entro l’anno.
E prendendo un spetto più triste:
– Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e interceda per loro.
E come al solito, cominciò a elevarsi verso oriente.” (Memorie di Sr. Lucia)
13 Agosto nel ricordo della quarta Apparizione a Fatima
I tre veggenti furono sequestrati e tenuti per tre giorni sotto la vigilanza dell’Amministratore di Ourém che a tutti i costi — ed invano — desiderava strappare loro il segreto confidato dalla Vergine, e perciò non poterono recarsi alla Cova da Iria il giorno 13 agosto quando doveva avvenire la quarta apparizione della Madonna.
Secondo la testimonianza delle numerose persone che erano accorse sul luogo, poco dopo mezzogiorno si udì un tuono, più o meno come le altre volte, al quale seguì il lampo e, subito dopo, tutti cominciarono a notare una piccola nuvola, molto lieve, molto bianca e molto graziosa, che si fermò alcuni minuti sul leccio, salendo poi verso il Cielo e scomparendo nell’aria. I volti dei presenti brillavano con tutti i colori dell’arcobaleno; gli alberi sembravano senza rami né foglie, ma coperti soltanto di fiori; anche il suolo e le vesti delle persone erano del colore dell’arco celeste. Sembrava che la Madonna fosse venuta, ma non avesse incontrato i pastorelli.
Così racconta Suor Lucia la quarta apparizione:
“Andando con le pecore, in compagnia di Francesco e suo fratello Giovanni, in un luogo chiamato Valinhos, e sentendo che qualcosa di soprannaturale si avvicinava e ci avvolgeva, sospettando che Nostra Signora venisse ad apparirci e temendo che Giacinta non la vedesse, chiedemmo a suo fratello Giovanni di andarla a chiamare.
Intanto, vidi con Francesco il riflesso della luce, che noi chiamavamo lampo, e quando arrivò Giacinta dopo un istante, vedemmo la Madonna sopra un leccio.
— Cosa vuole da me Vostra Signoria?
— Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il giorno 13 e che continuiate a pregare il Rosario tutti i giorni. Nell’ultimo mese farò un miracolo perché tutti credano.
— Che cosa vuole Vostra Signoria che si faccia del denaro che la gente lascia alla Cova da Iria?
— Fate due portantine: una la porterai tu con Giacinta ed altre due bambine vestite di bianco; l’altra, la porterà Francesco con altri tre ragazzi. Il denaro delle portantine è per la festa di Nostra Signora del Rosario e quello che avanzerà sarà per una cappella che devono far fare.
— Volevo chiedere di guarire alcuni ammalati.
— Sì, ne guarirò qualcuno durante l’anno.
Ed assumendo un aspetto più triste, (aggiunse): Pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’Inferno non avendo chi si sacrifichi e preghi per loro”.
Dopo aver detto queste parole, la Madonna si diresse, come le volte precedenti, verso oriente.Per lunghi minuti i pastorelli rimasero in uno stato di estasi. Si sentivano invasi da una gioia irrefrenabile dopo tante sofferenze e timori. Infine, quando furono in grado di muoversi e camminare, tagliarono alcuni rami dell’arbusto che era stato sfiorato dalla tunica della Madre di Dio e li portarono a casa. Qui poterono sentire che i rami esalavano un delizioso e magnifico profumo! Erano i “rametti dove la Santissima Vergine aveva posto i piedi”…
Ore 21,00 - Processione mariana con i flambeaux a seguire Celebrazione Eucaristica
Prima Domenica di Agosto
«Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù» – Santa Giacinta Marto e un messaggio per il nostro tempo.
Una profezia semplice, pronunciata da una bambina morente, risuona oggi con una forza sorprendente.
-Una frase che inquieta e fa riflettere
Nel 1920, pochi mesi prima della sua morte, Santa Giacinta Marto, la più giovane dei tre veggenti di Fatima, si trovava ricoverata in un ospedale di Lisbona. Malata, sola, ma unita a Dio con straordinaria intensità, consegnò parole che ancora oggi colpiscono il cuore di chi le ascolta: «Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù».
Parole semplici, dirette. Ma dietro questa frase si nasconde un messaggio profondo, profetico. Non è solo una critica al modo di vestirsi. È un richiamo a non lasciarsi sedurre da tutto ciò che il mondo propone, se questo allontana il cuore da Dio.
-Un messaggio profetico, non moralista
Spesso quando sentiamo parlare di “mode” pensiamo a vestiti, look, apparenze. Ma Santa Giacinta parlava con lo sguardo di chi vede con gli occhi della fede. Per lei, le “mode” erano segni di un tempo in cui: si perde il senso del pudore e della dignità del corpo;si svuota l’anima di verità;si normalizza ciò che offende Dio, nel modo di vivere, parlare, relazionarsi. Non si tratta solo di estetica. Ma di modelli culturali che prendono il posto del Vangelo, e fanno sembrare “normale” ciò che invece allontana dalla santità.
- Offendere Gesù: cosa significa?
Santa Giacinta soffriva nel vedere come Gesù fosse “offeso” non solo da peccati gravi, ma anche da comportamenti quotidiani che non rispettano la purezza, la modestia, la verità. Offendere Gesù significa dimenticare che il corpo è tempio dello Spirito Santo e che il cristiano è chiamato a rispecchiare la bellezza vera: quella interiore. Ogni stile che banalizza il corpo, volgarizza la bellezza, spinge alla sensualità precoce, nega la differenza tra bene e male, è un attentato alla persona umana creata a immagine di Dio.
Offendere Gesù significa offendere l’uomo: il corpo e l’anima che Egli ha redento con il Suo Sangue.
- Un messaggio attualissimo
Quello che Giacinta vedeva in spirito – più di 100 anni fa – è oggi sotto i nostri occhi: culture che spingono all’esibizionismo,stili di vita che esaltano il piacere senza limiti,giovani (e adulti) che misurano il proprio valore in base ai “like”.
Santa Giacinta non giudica: soffre, prega, ripara. La sua voce è ancora viva, oggi, ci invita a guardare oltre la superficie, a custodire il cuore, a scegliere la vera bellezza: quella che non passa, quella che non offende, quella che fa gioire Gesù.Santa Giacinta ci parla, ma con amore. Come una sorellina che ci sussurra: “Non dimenticare Gesù. Non lasciarti rubare il cuore”.
Giacinta, piccola e silenziosa, ci ricorda che non tutto ciò che è di moda è buono, e che il cristiano è chiamato a discernere ciò che glorifica Dio da ciò che lo offende.
- La vera bellezza non passa di moda
La risposta cristiana non è il moralismo, ma la riscoperta della bellezza interiore. Essere sobri, puri, rispettosi del proprio corpo e di quello altrui non è tristezza, ma libertà.
Come diceva anche Suor Lucia: «La moda deve rispettare Dio». E San Paolo aggiunge: «Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando la vostra mente» (Rm 12,2).
- Concludendo: un invito alla vigilanza
Il messaggio di Santa Giacinta è più che mai attuale. È un invito alla vigilanza spirituale, alla fedeltà, alla scelta coraggiosa della purezza e della verità in mezzo a un mondo che spesso deride questi valori. È una chiamata a vivere non secondo le mode, ma secondo il Vangelo. Perché ciò che oggi è “trendy”, domani sarà dimenticato.
Ma la santità… non passa mai di moda.
Santa Giacinta, piccola messaggera di luce, che hai offerto con amore le tue sofferenze per il mondo,
intercedi per noi davanti al Cuore Immacolato di Maria.Tu che hai pianto per le guerre e le ingiustizie,
ottienici il dono della pace nei cuori, nelle famiglie, tra le nazioni.Aiutaci a vivere con semplicità e fede, a recitare il Rosario con amore e fervore,
affinché, come te, possiamo portare consolazione là dove regnano il dolore e la divisione.Santa Giacinta, giovane custode della speranza, sostieni il mondo nel suo pellegrinaggio verso la luce. Amen.
DOMENICA 6 LUGLIO PRIMA DOMENICA DEL MESE.
ORE 16.00 ADORAZIONE EUCARISTICA
ORE 16,45 PROCESSIONE MARIANA
SEGUE SANTA MESSA.
PREGHIAMO PER LA PACE!
Luogo: Cova da Iria
Data: 13 luglio 1917
Persone presenti: tra 4000 e 5000 o tra 2000 e 3000
«- Cosa vuole da me? - domandai.
- Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario, per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, perché soltanto Lei vi potrà aiutare.
- Vorrei chiederLe di dirci Chi è; di fare un miracolo perché credano tutti che Lei ci appare.
- Continuate a venir qui tutti i mesi. A ottobre dirò Chi sono, quel che voglio e farò un miracolo che tutti potranno vedere per credere.
[- Ho qui una richiesta; se Lei converte una donna di Pedrogão e una di Fatima e se fa star meglio un bambino della Moita.
Disse che le avrebbe convertite e che il bambino sarebbe migliorato entro un anno].
- Sacrificatevi per i peccatori, e dite molte volte, specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio: “O Gesù, è per amor Vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria”.
Dicendo queste ultime parole, aprì di nuovo le mani, come nei due mesi precedenti.
Sembrò che il riflesso penetrasse la terra e vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero brace trasparenti e nere, o bronzee, in forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportate dalle fiamme che uscivano da loro stesse, insieme a nuvole di fumo che cadevano da ogni parte, uguali al cadere delle scintille nei grandi (incendi), senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che suscitavano orrore e facevano tremar di paura. (Dev’essere stato dinanzi a questa visione che lasciai scappare quell’«ai!», che dicono di avermi sentito dire). I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni roventi. Spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo gli occhi alla Madonna, che ci disse con bontà e tristezza:
– Avete visto l’Inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che io vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire. Ma, se non smetteranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio XI, ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà, che punirà il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.
Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace. In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della Fede.
{Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”. E vedemmo in una luce immensa che è Dio qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti un Vescovo vestito di Bianco; abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio}.
Questo non ditelo a nessuno. A Francesco, sì, potete dirlo.
Quando reciterete il rosario, dopo ogni mistero dite: “O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno”.
Seguì un momento di silenzio, poi domandai:
– Non vuol più niente da me?
– No. Per oggi non voglio più niente da te.»
Memorie di Suor Lucia, pp. 172-174 (IV Memoria); la sezione entro le parentesi quadre fa parte dell’interrogatorio del parroco, del 14 luglio1917, in Documentação Crítica de Fátima. I, pp 13-15; la sezione entro le parentesi graffe costituisce la famosa terza parte del segreto di Fatima (Memorie di Suor Lucia, p. 209).
Ore 21,00 Narrativa dell'Apparizione
Segue processione mariana con i flambeaux e Santa Messa
Preghiamo per la pace!
Un Popolo in Festa per lo Spirito Santo: il Rinnovamento dello Sri Lanka al Santuario.
È ormai diventato un appuntamento atteso e sentito quello con il gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo della comunità dello Sri Lanka, che ogni anno in occasione della festa di Pentecoste si raduna presso il nostro santuario. Un incontro di fede, tradizione e preghiera che unisce i cuori di tante persone provenienti da diverse zone d’Italia.
Giungono in pellegrinaggio portando con sé non solo la propria fede, ma anche le ricche tradizioni culturali del loro Paese: abiti colorati, canti gioiosi, strumenti tradizionali e soprattutto uno spirito di comunione e di festa. È impossibile restare indifferenti di fronte a questa esplosione di fede semplice e autentica.
La preghiera comincia nel tardo pomeriggio e si prolunga per tutta la notte: un tempo di lode, intercessione, adorazione e ascolto della Parola di Dio. Si canta e si prega, ma ciò che unisce tutti è l’unico Spirito che anima ogni cuore.
È davvero commovente vedere intere famiglie — bambini, giovani e adulti — pregare insieme, rendere lode con gioia, inginocchiarsi con umiltà, e alzare le mani verso il cielo in un gesto di piena fiducia. In un mondo spesso diviso, questo momento di unità è un segno tangibile di speranza.
Il gruppo del Rinnovamento dello Sri Lanka ci ricorda che la Chiesa è davvero universale, viva e variegata, e che lo Spirito Santo soffia dove vuole, rinnovando ogni cosa con la Sua presenza. A noi, l’invito ad accoglierlo con cuore aperto, e a lasciarci trasformare dal Suo amore.

25 anni fa, esattamente il 18 giugno 2000, ho detto il mio “Eccomi” alla chiamata del Signore, tra le Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima.
Sono sr M. Francesca Palermo, di Trapani, ed oggi, con grande gioia e la consapevolezza che il Signore mi vuole tutta per sé, rinnovo il mio “Sì” alla sequela di Cristo Redentore, e al servizio della chiesa, per la salvezza eterna di tutti i miei fratelli e sorelle.
Durante la celebrazione eucaristica celebrata nella cattedrale di Trapani, alla presenza di tutta la comunità religiosa e parrocchiale, ho fatto memoria, di tutto l’amore di predilezione che Dio Padre, in Cristo suo Figlio ha riversato nel mio cuore. Il Padre mi ha chiamata e consacrata nello Spirito, perché io offrissi la mia vita alla persona e alla missione redentrice di Gesù suo Figlio, sull’esempio di Maria Santissima, Madre e Socia del Redentore. In questi anni, il Signore mi ha guardato con amore di Padre e di Sposo, mi ha riempito di sé, ed io ho conosciuto e creduto a questo infinito amore per me.
Nella mia immaginetta di venticinque anni fa, ho riportato la frase di Giovanni 15,9: “Rimanete nel mio amore”, perché riconoscevo che questo sarebbe stato il desiderio di tutta la mia vita: rimanere in questo amore, affinché Dio fosse la mia forza, il mio rifugio e la mia salvezza. “Rimanere” sì, ma anche “ritornare”, anche “ricominciare” perché, si sa, in questo cammino sponsale la debolezza non è mancata. Tra le tante esperienze, incontri, possibilità di bene, apostolato in ben quattro comunità, c’è stata anche la fatica, la distrazione, le preoccupazioni, le paure, le incomprensioni ma, in tutto questo, la mia fragilità non ha bloccato l’infinita misericordia del Signore che, fedele alla sua chiamata, mi ha sempre “recuperata” e mi ha “risollevata su ali d’aquila” come cita il salmo 91.
La fedeltà di Dio ha sostenuto e sostiene sempre la mia fedeltà. E allora guardo al passato per dire grazie a Dio, il cui amore che si è reso presente, attraverso situazioni ma soprattutto attraverso persone e amici, la Madre Generale e le consorelle, presbiteri e laici. Tanti hanno contribuito e sostenuto la mia vocazione, umanamente e spiritualmente; e tutti li porto nel cuore e nella preghiera. Nello stesso tempo vivo il presente con passione, continuando a dire il “SI” con la Grazia di Dio, a quanto il Signore mi chiederà, e guardo al futuro con tanta speranza, in un mondo sempre più individualista e consumistico, dove desidero, essere segno e testimonianza dell’amore e della gratuità di Dio, con gioia e sempre alla luce del Vangelo.
Trapani 21 giugno 2025
