Segreteria del Santuario

Segreteria del Santuario

Il 13 ottobre, il Santuario gremito di pellegrini ha affidato alla Vergine Maria la pace nel mondo e la salute di Papa Leone XIV, rinnovando l'attualità del messaggio di Fátima: pregare, convertirsi e non offendere più Dio.

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda l'ultima apparizione della Madonna a Fátima, il 13 ottobre 1917, il Santuario di Nostra Signora di Fátima a San Vittorino si è riempito di fedeli provenienti da diverse zone della diocesi e anche da fuori diocesi, riuniti attorno alla Vergine Maria per elevare una corale preghiera per la pace nel mondo.

Accogliendo l'invito di Papa Leone XIV, la comunità si è raccolta ai piedi della Madonna, affidando al suo Cuore Immacolato le sofferenze dei popoli, i conflitti che insanguinano la terra e le tante ferite dell'umanità. Una partecipazione intensa, segno di una fede che continua a trovare nella preghiera e nell'affidamento a Maria una sorgente di speranza.

È stato un momento di comunione e di raccoglimento che ha rinnovato in tutti i presenti la consapevolezza dell'attualità del messaggio di Fatima: la preghiera quotidiana, la conversione del cuore e il ritorno a Dio sono vie fondamentali per invocare il dono della pace.

Il messaggio del 13 ottobre 1917: pregare e non offendere più Dio

Il 13 ottobre 1917, durante l'ultima delle sei apparizioni ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, la Vergine Maria si presentò come la Madonna del Rosario. Chiese che in quel luogo fosse costruita una cappella in suo onore e raccomandò ancora una volta la recita quotidiana del Santo Rosario. Annunciò inoltre che la guerra sarebbe finita presto e che i soldati sarebbero tornati alle loro case.

A Maria, Lucia ha presentato le richieste di tante persone, tra cui quelle di quanti imploravano la guarigione dalle malattie e la conversione dei peccatori. La Madonna rispose che alcune richieste sarebbero state esaudite e altre no, invitando tutti a emendarsi ea chiedere perdono dei propri peccati. Infine, con un'espressione di profonda tristezza, lasciò un ammonimento che attraversa il tempo e raggiunge anche la nostra generazione:  «Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già tanto offerto».

Parole che non sono soltanto un richiamo rivolto agli uomini del passato, ma un appello ancora vivo alla coscienza di ciascuno. In un mondo segnato da guerre, violenze, divisioni e indifferenza, la Madonna ci invita a riconoscere la necessità di una conversione autentica, che cominci dal cuore e si traduca in gesti concreti di amore, perdono e riconciliazione.

L'omelia di padre Louis: affidarsi a Maria per lasciarsi condurre a Gesù

Nel corso dell'omelia, padre Louis ha esortato i fedeli ad affidarsi con fiducia alla Madre celeste, che ama riunire i suoi figli e condurli a Gesù. «Ognuno di noi viene da luoghi diversi, ma oggi siamo qui, riuniti attorno a Lei. A Maria affidiamo tutto ciò che portiamo nel cuore, perché sappiamo che ci accoglie sempre e ci accompagna a suo Figlio Gesù».  Un invito semplice e profondo, che ha richiamato il significato stesso del ritrovarsi in Santuario: persone diverse per provenienza, esperienze e situazioni di vita, ma uniscono dalla stessa fede e dal desiderio di affidare alla Vergine le proprie preoccupazioni, le proprie speranze e le più intenzioni care.

Al centro della riflessione, due grazie da chiedere alla Madonna: la libertà e l'autenticità . Due doni che il Signore desidera far maturare nella vita di ciascuno e che siamo chiamati a invocare con cuore aperto e sincero. La vera trasformazione, ha ricordato padre Louis, non nasce soltanto dal nostro impegno personale, ma soprattutto dalla grazia di Dio, che opera in noi, ci guarisce interiormente e ci rende capaci di vivere nella verità. Ma che cosa significa essere veramente liberi? Non significa fare tutto ciò che ci piace, assecondare ogni desiderio o vivere senza limiti. La vera libertà è la capacità di donare la propria vita per amore, di uscire da sé stessi per accogliere l'altro e di scegliere il bene anche quando richiede sacrificio. Essere autentici significa, allora, vivere senza maschere davanti a Dio e agli uomini, riconoscere le proprie fragilità e lasciarsi trasformare dalla grazia. È un cammino che richiede umiltà, preghiera e disponibilità a lasciarsi guidare dal Signore.

Una preghiera speciale per Papa Leone XIV

Durante la celebrazione, un'intenzione particolare è stata rivolta alla salute del Santo Padre, Papa Leone XIV, affidato alla protezione materna della Vergine Santissima. La comunità ha pregato Maria perché lo custodisca e lo sostenga nella sua missione, affinché possa continuare a guidare la Chiesa con sapienza, forza e fede, saldo al timone della barca di Pietro e impegnato ad accompagnare il popolo di Dio nel cammino della speranza, della fraternità e della pace. Anche questa supplica ha espresso il desiderio di sentirsi uniti alla Chiesa universale, nella consapevolezza che la preghiera è un gesto concreto di comunione e di vicinanza, soprattutto nei momenti in cui il mondo e la comunità cristiana hanno bisogno di essere sostenuti dalla fede.

La pace comincia dalla conversione del cuore

L'invito della Madonna di Fátima, oggi come allora, parla con forza a un'umanità ferita dalla violenza, dall'odio e dalle guerre. Per questo, dal Santuario di San Vittorino si è levata una preghiera corale, affidando alla Madre celeste la supplica di intercedere presso Dio affinché l'umanità possa ritrovare la via della fraternità e della pace. Ma la pace invocata non può essere soltanto l'assenza di conflitti. Deve nascere da una profonda trasformazione interiore, dal perdono, dal rispetto reciproco, dalla riconciliazione e dal ritorno a Dio. Non può esserci pace tra i popoli se nei cuori continuare a dominare rancore, egoismo e desiderio di sopraffazione. Il messaggio di Fátima ci ricorda che la preghiera non ci allontana dalle responsabilità quotidiane, ma ci rende più consapevoli del compito che ciascuno è chiamato ad assumersi: diventare costruttore di pace nella propria famiglia, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni e nella società.

La giornata vissuta a San Vittorino si conclude così con un appello che resta aperto e interpella ogni coscienza. Le parole della Madonna risuonano ancora con tutta la loro forza: «Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già tanto offeso».  Un richiamo alla conversione, alla preghiera ea una fede vissuta concretamente, capace di cambiare il cuore e, attraverso il cuore, anche il mondo. Ai piedi della Madonna di Fátima, i fedeli hanno rinnovato la propria fiducia nella sua materna intercessione, certi che il cammino verso la pace comincia proprio da qui: da un cuore che si apre a Dio, da una vita che sceglie il bene e da mani disposte a costruire fraternità.

Perché la pace che chiediamo al Cielo diventi anche la pace che ciascuno di noi si impegna a portare sulla terra.

Ogni ottobre la Chiesa ci invita a riprendere in mano la corona. Quest'anno l'invito del Papa è chiaro: recitare il Rosario durante il mese di Ottobre per chiedere a Dio il dono della pace. Non è un gesto nuovo né improvvisato. È l'eco di un messaggio che risale a più di cento anni fa, in un angolo del Portogallo, a Fatima.

Un messaggio che parte da tre bambini

Nel 1917 la Madonna apparve a tre pastorelli, Lucia, Francesco e Giacinta. In ognuna delle apparizioni, dal 13 maggio al 13 ottobre, la Vergine ripeté la stessa richiesta: pregare il Rosario ogni giorno. Il 13 ottobre, nell'ultima apparizione, si presentò come la «Signora del Rosario» e promise la fine della guerra che allora insanguinò l'Europa.

Non era una richiesta rivolta ai teologi o ai potenti, ma a tre bambini analfabeti. Come spesso accade nella storia della salvezza, Dio sceglie i piccoli per confondere i sapienti. E il rimedio che la Madonna indica è semplice, alla portata di tutti: una corona, qualche minuto, un cuore disposto a pregare.

«Non c'è problema che il Rosario non possa risolvere»

Suor Lucia, che visse fino al 2005, dedicò la vita a custodire e diffondere il messaggio di Fatima. Le sono attribuite parole divenute celebri: "N on esiste problema, per quanto difficile, personale, familiare, nazionale o internazionale, che non si possa risolvere con la preghiera del Santo Rosario."

È un'affermazione forte, che va però compresa nel modo giusto. Non si tratta di una formula magica né di un automatismo. Il Rosario non sostituisce l'impegno, la responsabilità, la carità concreta e le scelte che siamo chiamati a compiere ogni giorno. Il Rosario, piuttosto ci insegna ad affidare a Dio ciò che da soli non siamo capaci a risolvere. Ci conduce a guardare le difficoltà con occhi nuovi e apre il cuore a quella pace che il mondo, da solo, non può donare. Perchè Il problema più difficile, a volte, non è fuori di noi. E' dentro di noi: l'odio, la divisione, la sfiducia, il risentiimento. Ed è lì che il Rosario opera, lentamente e in profondità,trasformando il cuore e riportandolo verso Dio.

Suor Lucia ricordava inoltre come la Madonna avesse indicato il Santo Rosario quale rimedio offerto da Dio all'umanità per affrontare i tempi difficili. Non un arma di violenza, ma un'arma spirituale:uon strumento di preghiera, di conversione e di pace per quelle battagle che non si vincono con le armi, ma con la fede, la perseveranza e l'abbandono nelle mani di Dio.

E' questo il cuore del messaggio di Fatima: pregare, convertirsi e affidarsi a Dio attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Il Rosario, allora non è sooltanto una devozione da recitare: è una scuola di fede, una via di pace e un invito a lasciare che Dio trasformi, prima di tutto, il nostro cuore.

Una storia di battaglie, pestilenze e conversioni

La tradizione cristiana quindi ha sempre guardato al Santo Rosario come a un prezioso alleato nei momenti più bui della storia, una preghiera capace di sostenere la fede e alimentare la speranza. Ricordiamo la vittoria di Lepanto nel 1571, attribuita all'intercessione della Madonna invocata con il Rosario, tanto che Pio V istituì la memoria liturgica di Nostra Signora della Vittoria, oggi Beata Vergine del Rosario, che celebriamo proprio il 7 ottobre. Nel corso dei secoli, davanti a guerre, epidemie e calamità, i fedeli hanno stretto la corona come si stringe la mano di una madre.

Anche i Papi del Novecento e di oggi lo hanno fatto: da Leone XIII, che dedicò al Rosario numerose encicliche, a san Giovanni Paolo II, che nel 2002 con la lettera Rosarium Virginis Mariae aggiunse i misteri della luce, fino agli appelli recenti per la pace. Il filo è sempre lo stesso: quando il mondo sembra senza via d'uscita, la Chiesa si rivolge a Maria.

Che cosa chiede Fatima, oggi

Fatima non è pertanto un racconto del passato. Le sue richieste sono attualissime: preghiera, penitenza, conversione del cuore, riparazione. E la preghiera per la pace, ai pastorelli, venne affidata proprio al Rosario quotidiano.

Il Rosario ha una forza particolare perché unisce due cose: la ripetizione semplice delle Ave Maria, che tiene occupata la voce e calma la mente, e la meditazione dei misteri della vita di Cristo, che orienta lo sguardo verso il Vangelo. Mentre le dita scorrono i grani, il cuore contempla Gesù con gli occhi di Maria.

Una proposta concreta

Per questo mese di ottobre, ecco qualche suggerimento semplice:

  • Un Rosario al giorno, anche in più momenti: una decina al mattino, una in auto, una la sera.
  • Un Rosario in famiglia, magari dopo cena. Come ricordava san Giovanni Paolo II, la famiglia che prega unita resta unita.
  • Un'intenzione precisa: la pace nel mondo, nei luoghi segnati dalla guerra, ma anche la pace nelle nostre case e nei nostri cuori.
  • Un gesto di riconciliazione: perché la preghiera diventi vita, accompagnarla con una telefonata, un perdono, un passo verso chi è lontano.

Tre bambini, una corona, una promessa di pace. È la sproporzione che Dio ama. Non servono grandi mezzi: serve fiducia. Il Papa ci chiede di pregare, Fatima ci ricorda come, la storia ci dice che non è stato inutile. Prendiamo allora la corona tra le mani, e affidiamo a Maria il nostro tempo difficile, certi che, come disse la Signora ai pastolli, «alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà».

LA VITA È SACRA: DAL CONCEPIMENTO FINO AL SUO NATURALE COMPIMENTO

Uccidere un bambino significa sopprimere una vita innocente. Ma anche decidere deliberatamente di porre fine a un'esistenza umana, perché considerata ormai priva di speranza o di valore, ci pone davanti a una domanda drammatica: chi ha il potere di decidere quando una vita non merita più di essere vissuta?

Per la fede cristiana, la risposta è chiara: Dio è il Signore della vita.  La vita non è un nostro possesso.
Ci è stata donata. Non siamo noi i padroni assoluti dell'esistenza, tanto da poter stabilire chi deve vivere e chi deve morire. Non siamo venuti al mondo per caso. Ogni persona porta in sé una dignità che non dipende dall'età, dalla salute, dall'autonomia, dalla produttività o dalla qualità della vita. Ogni vita ha un valore, anche quando è fragile, ferita, malata o apparentemente giunta alla sua fine.

E allora proviamo a fermarci un momento.

Pensiamo a quell'uomo oa quella donna che, in coscienza, dovrà pronunciare parole terribili: «Non c'è più niente da fare».

È molto spesso?

E tu, che nella sofferenza pensi che l'unica strada possibile sia la morte, sei davvero certo che non esista più alcuna strada?

Forse non possiamo conoscere ciò che accadrà domani. Forse non possiamo comprendere il senso di una sofferenza che oggi sembra insopportabile. Ma possiamo ancora scegliere di non arrenderci alla disperazione .

Per chi crede, rimane una certezza: Dio non abbandona mai l'uomo. È il Signore della vita, capace di operare oltre ciò che noi riusciamo a vedere e comprendere.

E se, con una scelta definitiva, impedissimo proprio a Dio di compiere ciò che ancora non possiamo immaginare?

La vera civiltà non dovrebbe misurarsi dalla capacità di eliminazione la sofferenza eliminando chi soffre, ma dalla capacità di stare accanto a chi soffre , curare quando è possibile, alleviare il dolore, accompagnare, sostenere e non lasciare nessuno solo.

Perché una società si rivela davvero civile quando dice alla persona più fragile:

«Tu non sei inutile.
Tu non sei un peso.
La tua vita ha ancora valore.
E noi rimaniamo accanto a te.»

La domanda, allora, è inevitabile:  È davvero un segno di civiltà togliere la vita quando la si considera ormai inutile? Oppure rischiamo di imboccare una china pericolosa, nella quale ciò che oggi viene ritenuto eccezionale, domani potrebbe diventare normale?

La vita rimane un dono.  E ciò che è dono non può diventare proprietà dell'uomo.

Comunità Filippina
Nostra Signora di Fatima - SAN VITTORINO

Invita tutti  Domenica 4 Ottobre 2026 all'apertura del Mese Missionario

Accoglienza presso il bar ristoro del Pellegrino

Ore 9.40  Processione con la statua di Maria Ss  e recita del S. Rosario Missionario  nelle diverse lingue:  Tagalog, Inglese, Italiano, Portoghese

Ore 10.30   Celebrazione della S. Messa multilingue  con il Rev P. Victor OSA

Seguirà la benedizione dei rosari che verranno donati alle famiglie. Al termine della S. Messa ci recheremo all'esterno del santuario dove ad ogni ragazzino/a verrà consegnato un palloncino colorato.

I diversi colori e le diverse lingue simboleggiano l'unità nella diversità, ricordandoci che siamo figli dell'unico Padre.

Pranzo/fraterno  con i piatti tipici Filippini...  seguono giochi Karaoke.

In attesa di incontrarci un caro saluto ed un ricordo nella preghiera a voi e alle vostre famiglie.

Sr Jonita, Sr Marta
Oblata di Maria Vergine di Fatima

Il 13 ottobre 1917 , alla Cova da Iria, a Fatima, la Madonna apparve per la sesta e ultima volta ai tre pastorelli: Lucia dos Santos ei fratelli Francesco e Giacinta Marto .

Quel giorno, nonostante la pioggia e il fango, una grande folla si radunò per assistere all'evento promesso dalla Madonna: «Alla fine farò un miracolo perché tutti credano» .

Durante l'apparizione, Maria si presentò come Nostra Signora del Rosario e chiese ancora una volta di continuare a recitare il Rosario ogni giorno. Domandò inoltre che gli uomini non offendessero più Dio , già tanto offeso dai peccati dell'umanità.

Dopo aver parlato con i pastorelli, la Madonna aprì le mani e Lucia vide accanto a Lei San Giuseppe con il Bambino Gesù , poi il Signore benedicente, la Madonna Addolorata e infine la Madonna del Carmelo.

Mentre Lucia contemplava queste visioni, davanti agli occhi della folla avvenne il fenomeno conosciuto come «Miracolo del Sole» : il sole sembrò danzare, ruotare e cambiare luminosità. L'evento fu osservato da numerose persone presenti sul luogo e da testimonianze che si trovavano anche a distanza.

Il messaggio del 13 ottobre può essere riassunto in tre parole:

PREGHIERA – CONVERSIONE – PACE.

Fatima non si conclude semplicemente con un miracolo straordinario, ma con un invito ancora attuale: tornare a Dio, pregare il Rosario, vivere nella conversione del cuore e cercare la pace.

«Non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso.»

La sesta apparizione è quindi il culmine del messaggio di Fatima: Maria conduce l'uomo verso Cristo e indica nella preghiera e nella conversione la via per ritrovare la pace.

Riuniti sotto lo sguardo materno di Maria, cammineremo nella luce della fede, invocando la sua protezione sulle nostre famiglie, sulla Chiesa e sul mondo intero.

  • Ore 21:00 Narrazione dell'apparizione

    Processione mariana con i flambeaux per le vie del Borgo di San Vittorino

    Santa Messa presieduta dal Rettore maggiore degli omv Padre Louis Costantino

Sesta apparizione della Madonna

Luogo: Cova da Iria,

Data: 13 ottobre 1917

Persone presenti: tra 50000 e 70000

«- Cosa vuole da me?

- Voglio dirti che facciano qui una cappella in Mio onore; che sono la Madonna del Rosario; che continua sempre a dire il rosario tutti i giorni. La guerra finirà [a breve] ei soldati torneranno presto alle loro case.

- Io avrei molte cose da chiedererLe: se cura dei malati e se converte alcuni peccatori, ecc.

- Alcuni, sì; altri, no. Devono emendarsi; chiedono perdono dei loro peccati.

E prendendo un aspetto più triste:

- Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso. {Se il popolo si corregge finisce la guerra, altrimenti, se non si corregge, finisce il mondo.}

[-Desidera ancora qualche cosa da me?

- No non voglio più niente].

E aprendo le mani, le fece riflettere nel sole; e mentre si elevava, il riflesso della Sua stessa luce continuava a proiettarsi nel sole.

Sparita la Madonna nell'immensa distanza del firmamento vedemmo, accanto al sole, S. Giuseppe col Bambino e la Madonna, vestita di bianco, con un manto azzurro. San Giuseppe e il Bambino sembravano benedire il mondo, con alcuni gesti in forma di croce tracciati con la mano. Poco dopo, svanita quest'apparizione, vidi il Signore e la Madonna, che mi pareva la Madonna Addolorata. Il Signore sembrava benedire il mondo, nello stesso modo di S. Giuseppe. Sparì questa visione, e mi parve di veder di nuova la Madonna, con aspetto simile alla Madonna del Carmine.»

Memorie di Suor Lucia, p. 177 (IV Memoria)

Il 13 settembre, al Santuario di Nostra Signora di Fatima, a San Vittorino, si è svolta la consueta processione in memoria della quinta Apparizione della Vergine ai tre pastorelli. Numerosi fedeli hanno partecipato all'appuntamento, riunendosi attorno alla Madre celeste per affidarle preghiere, speranze e sofferenze.

Alla celebrazione erano presenti don Andrea Strano, il diacono Mimmo e don Daniele Masciadri, parroco dell'Albuccione, che ha presieduto la celebrazione eucaristica.

Durante l'omelia, don Daniele ha richiamato una verità centrale della vita cristiana: le grazie più importanti non sono sempre quelle visibili o esteriori, ma quelle interiori, capaci di trasformare il cuore e di condurre l'uomo più vicino a Dio.

«Solo nell'affidare a Dio la nostra vita troveremo la pace del cuore, che è la grazia più grande». Un invito a rinnovare ogni giorno il proprio abbandono nelle mani del Signore, con la certezza che Egli non lascia mai soli i suoi figli, nemmeno nei momenti di prova e di difficoltà.

Il 13 settembre 1917, a Fatima, Nostra Signora chiese ancora una volta ai tre pastorelli di recitare ogni giorno il Santo Rosario per ottenere la fine della guerra. La Vergine confermò inoltre il valore dei sacrifici offerti con amore e annunciò: «In ottobre farò il miracolo affinché tutti credano».

A distanza di anni, questo messaggio continua a parlare al cuore della Chiesa. La preghiera, il sacrificio e l'affidamento a Maria indicano una via concreta per ritrovare la pace e tornare a Dio.

Insieme con Maria per la pace.

Il prossimo 13 ottobre ultima apparizione a Fatima la comunità si riunirà nuovamente attorno alla Vergine Madre per invocare la pace tanto desiderata.

La processione attraverserà le vie del Borgo di San Vittorino e sarà un momento di preghiera, comunione e affidamento. Al Cuore Immacolato di Maria saranno affidate le sofferenze del mondo, quelle delle famiglie e di ogni persona che anela alla pace.

Vi aspettiamo numerosi!

Con la fiducia che, aggrappandoci al suo Cuore Immacolato, rifugio dei peccatori e consolazione degli afflitti, il mondo possa ritrovare la strada che conduce a Dio.

Cuore Immacolato di Maria, prega per noi e ottienici la pace.

OGNI GOCCIA FORMA UN OCEANO

Dal 4 al 6 settembre, presso la Casa di Spiritualità NS di Fatima e la Sala Cuore Immacolato, si è svolto il Weekend Missionario delle Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima dal titolo: Uno in Cristo, uniti nella missione, con Maria, Madre missionaria.

Sabato 5, nel pomeriggio si è svolto il cuore dell'evento. Un incontro di condivisione e fraternità, con la speciale partecipazione delle suore missionarie e una significativa partecipazione di volontari, amici, collaboratori e benefattori della missione.

 L'incontro, iniziato alle 15.30, si è aperto con l'introduzione di Sr. Lucia, che ha presentato il programma e accompagnato i presenti nel percorso del pomeriggio.

È seguito il saluto della Madre Generale delle Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima, Madre Giacinta Scutari, che ha rivolto parole di sincera gratitudine a tutti coloro che, con generosità e disponibilità, sostengono le opere missionarie. Ha ricordato come, senza il prezioso aiuto dei benefattori, molte delle iniziative missionarie delle Oblate non potrebbero continuare.

 Il pomeriggio è stato animato da testimonianze, canti e danze tradizionali dello Sri Lanka, creando un clima di gioia e di conoscenza della cultura del popolo dello Sri Lanka. Attraverso le testimonianze è stato possibile conoscere più da vicino la realtà della missione e comprendere quanto la solidarietà di tante persone possa trasformarsi concretamente in speranza, educazione e futuro per tanti bambini poveri.

La giornata si è conclusa con una cena tipica dello Sri Lanka, momento semplice e gioioso di fraternità.

 Ogni bambino forma un oceano.

Ogni piccolo gesto di generosità può diventare una grande opera nelle mani di Dio. Per questo diciamo grazie di cuore a tutti i benefattori, ai volontari, agli amici e a quanti sostengono la missione.

Continuiamo a camminare insieme, certi che Dio non si lascia vincere in generosità.

«Chi avrà dato anche solo un bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli… non perderà la sua ricompensa» (Mt 10,42).

 Grazie per essere parte della missione.

GIORNATA DI FESTA E DI RIFLESSIONE

La fondazione degli Oblati di Maria Vergine e la santità laicale

SAN VITTORINO 13 SETTEMBRE 2026

PROGRAMMA

  • ORE 10:00 – 10:30

    Introduzione storica della fondazione degli Oblati
    (P. Oseni Oginu OMV)

  • ORE 11:00 – 11:30

    L'importanza del Direttorio degli Oblati di Maria Vergine per gli Oblati di ieri e di oggi
    (P. Mauro Oliva OMV)

  • ORE 12:00 – 12:30

    La santità in Lanteri e secondo Lanteri
    (P. Giovanni Mannini OMV)

  • ORE 13:00

    Buffet

  • ORE 15:30 – 16:00

    La santità laicale
    (Prof. Giovanni Salmeri)

  • ORE 16:30 – 17:00

    Attualità di Lanteri e della Congregazione come modello e via di santità per i giovani di oggi
    (Ch. Michele Potenza OMV)

  • ORE 18:00 – 18:45

    Condivisione sui temi della giornata

  • ORE 19:00

    Concelebrazione della Santa Messa

    Rinnovo dei voti religiosi del Ch. Michele Potenza OMV
    Presiede P. Armando Santoro OMV

Informazioni utili:

  • È previsto il servizio baby-sitter.

Luogo dell'evento:

  • Santuario “Nostra Signora di Fatima”
    Via di Ponte Terra, 8 – 00132 Roma  (Località San Vittorino)

Vi aspettiamo per condividere insieme questa bella giornata!

Una storia che continua

Celebrare duecento anni non significa fermarsi a celebrare ciò che è stato. Significa riconoscere che una storia può continuare soltanto se rimane fedele alla propria sorgente.

Per gli Oblati di Maria Vergine, questa sorgente è Cristo, accolto e seguito con Maria.

Il bicentenario può diventare quindi un tempo di memoria, gratitudine e rinnovamento .

Memoria, per non dimenticare coloro che hanno preceduto le generazioni presenti e hanno donato la propria vita alla missione.

Gratitudine, per tutto il bene seminato nel corso di due secoli e per le innumerevoli persone che, attraverso il ministero degli Oblati, hanno incontrato il volto misericordioso di Dio.

Rinnovamento, perché ogni generazione è chiamata a rispondere nuovamente alla voce del Signore.

Con Maria verso il futuro

Maria è presente all'inizio e nel cuore della vocazione degli Oblati. Guardare a Lei significa imparare nuovamente a dire «sì» a Dio.

La Vergine di Nazaret ha vissuto una fede concreta, fatta di ascolto, silenzio, servizio e perseveranza. È rimasta accanto a Gesù fino alla Croce e ha accompagnato la Chiesa nascente nel Cenacolo.

È questa la strada che continua a essere proposta: con Maria, andare verso Cristo; con Cristo, andare verso gli uomini.

Il bicentenario degli Oblati di Maria Vergine non è dunque soltanto la celebrazione di una ricorrenza storica. È un rendimento di grazie per una storia che appartiene alla Chiesa e un atto di fiducia verso ciò che ancora deve nascere.
Che la Vergine Maria, Madre e modello di ogni vocazione, accompagna gli Oblati di Maria Vergine nel cammino del loro terzo secolo, perché possano continuare ad essere, in ogni luogo e in ogni tempo, testimoni della speranza cristiana e servi del Vangelo.

 

«Continuare a recitare il Rosario alla Madonna del Rosario, tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra».

 «- Continuate a recitare il rosario alla Madonna del Rosario, tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra. In ottobre verrà anche il Signore, la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine, S. Giuseppe col Bambino Gesù, per benedire il Mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda. Portatela soltanto di giorno.
- Mi hanno pregato di chiedererLe molte cose: la guarigione di alcuni malati, d'un sordomuto.
- Sì, qualcuno lo guarirà. Altri, no, [perché Nostro Signore non crede in loro]. In ottobre farò il miracolo, affinché tutti credano. 
[- Il popolo desiderava molto aver qui una cappellina.
- [Con] metà del denaro raccolto fino ad oggi facciano due portantine per donarle alla Signora del Rosario; l'altra metà sia per la cappellina.
Le offrii due lettere e un contenitore di vetro con acqua di colonia.
- Mi hanno dato questo, se Lei lo vuole.
- Questo non serve là in Cielo.]»

 Questo è il dialogo della Madonna con sua Lucia durante la quinta Apparizione di Fatima, il 13 settembre 1917 . Il testo è particolarmente significativo perché contiene alcuni elementi centrali del messaggio di Fatima:

  • La preghiera del Rosario ogni giorno , offerta per ottenere la fine della guerra.
  • La promessa di un intervento divino nel mese di ottobre , con il grande miracolo destinato a rafforzare la fede.
  • La guarigione di alcuni malati , ma anche il richiamo alla misteriosa libertà dei disegni di Dio.
  • L'invito alla misura nei sacrifici : la Madonna approva i sacrifici, ma precisa che Dio non vuole pratiche eccessive o dannose.
  • La futura cappellina , desiderata dal popolo e legata alla devozione alla Madonna del Rosario.
  • Infine, una frase molto bella e concreta: «Questo non serve là in Cielo» , pronunciata davanti alle lettere e al profumo offerto a Maria. È un richiamo alla semplicità e alla sostanza della fede: ciò che conta davanti a Dio non sono gli oggetti, ma la preghiera, la conversione e l'offerta del cuore.

Nella quinta Apparizione del 13 settembre , il passaggio più forte e immediatamente riconoscibile è:

«Continuate a recitare il rosario alla Madonna del Rosario, tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra.»

È una frase particolarmente adatta anche al nostro tempo, perché unisce Rosario, pace e fiducia nell'intercessione della Vergine Maria .

Ore 21.00
Narrazione della Quinta Apparizione

A seguire
Processione mariana con i flambeaux

Celebrazione Eucaristica
presieduta da Don Daniele Masciadri, parroco di Albuccione

Una serata di preghiera, affidamento e comunione con Maria, Regina del Rosario e Regina della Pace.

Maria, Madonna del Rosario, prega per noi e dona al mondo la pace.

 
 

 

«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'» (Mc 6,31).

Gli Esercizi Spirituali sono un tempo forte di silenzio, preghiera e ascolto. Un tempo in cui fermarsi, lasciare per qualche giorno il rumore e la frenesia della vita quotidiana e permettere a Dio di parlare al cuore.

Sono un'occasione preziosa per riorientare la propria vita verso Dio, rinnovare la propria adesione a Cristo e riscoprire la bellezza della propria vocazione .

Come ricordava Papa Benedetto XVI, gli Esercizi Spirituali costituiscono un prezioso aiuto per «cercare Dio in tutte le cose» e per imparare a discernere la sua volontà nella nostra vita.

È proprio questa opportunità che la Casa di Spiritualità NS di Fatima desidera offrire a quanti sentire il bisogno di fermarsi, di pregare e di ritrovare, nel silenzio del proprio cuore, il senso più profondo del proprio esistere.

Dal 12 al 19 settembre , Padre Vincenzo Voccia OMV guiderà un corso di Esercizi Spirituali sul tema:

«Siate santi come io sono santo» (Lv 19,2)

La santità non è qualcosa di riservato a pochi, né un ideale irraggiungibile. È la chiamata fondamentale di ogni battezzato: lasciarsi trasformare dall'amore di Dio e vivere pienamente secondo il Vangelo.

In un mondo che spesso ci spinge a cercare il senso della vita nelle cose, nel successo e nell'apparire, gli Esercizi Spirituali ci riportano all'essenziale: Dio e la nostra relazione con Lui.

Perché il senso più profondo del nostro esistere non è semplicemente vivere, ma vivere per Dio e diventare santi .

Un tempo di silenzio può diventare così un tempo di grazia.
Un tempo per ascoltare Dio.
Un tempo per ritrovare se stessi.
Un tempo per comprendere nuovamente la strada da percorrere.

«Siate santi come io sono santo».

Questa è la chiamata.
Questa è la meta.
Questo è il senso più profondo della nostra vita.

Tel. al numero 3519576952

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