Sono sr. Maria Lucia Siciliano, suora Oblata di Maria Vergine di Fatima, e, come dico sempre con un pizzico di orgoglio, sono una suora del 2000, una suora “giubilare”. Ho emesso la Professione Religiosa il 18 giugno 2000, Solennità della S.ma Trinità.
La mia storia inizia quando il Signore ha deciso di “ irrompere ” nella mia vita, sconvolgendone il bel progetto, tutto ben impostato e organizzato: una buona famiglia, una professione ben avviata (come infermiera insegnata presso la scuola di Gallarate), un buon gruppo di colleghe/i, felicemente fidanzata, desiderosa di formare una buona famiglia numerosa e aperta, accogliente come la mia famiglia di origine, delle buone e preziose amicizie. Una vita di fede nella “norma” con i suoi alti e bassi.
La mia vita scorreva tra lavoro, studio, affetti e divertimento. Non mi mancava nulla, almeno così pensavo: un quadretto ben preparato ma, non era quello che il Signore aveva pensato per me.
Nei primi anni novanta, lavoravo già da due anni, alcuni eventi mettono in questione tutto quello che aveva costruito: Una missione al popolo dei padri missionari di Rho nella mia parrocchia di origine, ricordo ancora alcune catechesi che mi hanno toccato profondamente. Un corso di specializzazione per Assistente Sanitaria a Milano, l'incontro con un insegnante di pedagogia che ha aperto un mondo nel mio cuore durante le sue lezioni con tutte le sue domande sulla vita, sulle scelte definitive, sull'amore, sull'educazione…. Mia sorella parte per l'India da Madre Teresa di Calcutta per un'esperienza, al ritorno il suo incontro con le suere Oblate che inizia a frequentare e nel mio cuore gli interrogativi crescevano.
La prima fase della mia vocazione è caratterizzata dallo sconvolgimento : tutto ciò che mi sembrava giusto e normale non lo era più. Da qui la ricerca che mi ha portato a fare un corso sull'assoluto, a iniziare yoga, a mettere in discussione il mio stile di vita, le mie scelte, sentivo che il matrimonio e la famiglia non erano più per me. Ho lasciato il mio fidanzato. Ho iniziato a frequentare anche un gruppo “alternativo” di preghiera orientale. La mano del Signore non mi ha mai abbandonata e, grazie sicuramente alle preghiere di mia madre, mi si sono aperti gli occhi e ho capito così all'improvviso che non era la via giusta, che c'era qualcosa che non andava.
La parola che sintetizza la seconda fase del mio percorso è l'inquietudine che continuava ad abitarmi, cercavo la via del dono ma non capivo, poi l'incontro con un'infermiera che voleva andare in missione. Inizia il mio sogno missionario: partire per l'Amazzonia da laica per aprire un ambulatorio infermieristico con questa collega. Iniziano i preparativi, incontro con i padri missionari e lo studio della lingua. Nello stesso periodo mia sorella Rosa inizia la sua esperienza tra le suore Oblate di Maria Vergine di Fatima. Il suo cammino ha suscitato in me tanti interrogativi sulla fede e sul modo di vivere la vita cristiana nel quotidiano, si apre così un altro capitolo: un cammino di approfondimento della fede. Ho iniziato a frequentare le suere Oblate, mi recavo alla casa della Provvidenza con alcune amiche e vi trovavo pace, serenità, risposte alle tante domande di senso. Partecipavo ai pellegrinaggi, alle giornate di fraternità nelle diverse comunità oblate dove mi sentivo a casa. Piano, piano anche il progetto missionario svaniva e ho iniziato un cammino di discernimento. Facevo la pendolare Gallarate – San Vittorino, ma ancora mancava qualcosa, l'incontro con la “I” maiuscola. La mia preghiera era “Padre, sia fatta la tua volontà” ma non capivo. La mia vita continuava a scorreva tra il lavoro, lo studio, il volontariato e anche qualche storia ma meno importante, un sano divertimento, l'inserimento nella pastorale sanitaria dell'ospedale e con un impegno più serio nella vita spirituale: un confessore, la S. Messa se riuscivo tutti i giorni tornando dal lavoro e la mia preghiera quotidiana preferita la compieta che chiudeva la giornata accompagnata dalla preghiera di Sant'Ignazio, che mi era stata consegnata da un padre Gesuita dell'Aloisianum .
«Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, la mia intelligenza e tutta la mia volontà, tutto ciò che ho e possiedo; tu me lo hai dato, a te, Signore, lo ridono; tutto è tuo, di tutto disponi secondo la tua volontà: dammi solo il tuo amore e la tua grazia; e questo mi basta».
Ho intensificato la preghiera e la risposta non è tardata ad arrivare. Durante un campo vocazionale con le suore omvf abbiamo fatto un'esperienza di servizio presso una casa di risposo, una realtà a me familiare, mi è stato chiesto di imboccare un'anziana signora che non parlava. Mentre l'aiutavo lei mi guardava fissa negli occhi, ancora oggi rivedo quegli occhi così vivi e profondi, teneri e forti allo stesso tempo, Nel profondo dell'anima risuonò qualcosa di forte e chiaro: “Non così, Lucia, ma a tempo pieno per me”. Ho risposto il mio “sì”, e da allora non era più l'inquietudine ad abitarmi, ma una pace profonda e una gioia immensa che traboccava da dentro. Ecco l'incontro con Il Signore che mi ha cambiato la vita. Mi ripetevo “sempre e tutta per il Signore” , non importava dove, se in missione, ma sempre e tutta per Lui, dove Lui voleva. Avevo trovato il mio posto, quello che Dio dall'eternità aveva pensato per me, ero a “casa”.
Cosa mi faceva sentire a casa mi aveva colpito delle suore oblate?
La presenza significativa della Vergine Maria nella vita delle Oblate .
La Vergine mi ha sempre accompagnata e protetta in tutta la mia vita. Sono cresciuta all'ombra di una piccola chiesa dedicata alla Vergine a Crenna di Gallarate: la Madonna del Bettolino con il suo bel quadro dell'Annunciazione. Ogni volta che ritorno a casa ancora oggi mi reco sempre a pregare presso questo piccolo Santuario. L'eccomi di Maria è una parola vocazionale per me importante e anche il Cuore della Vergine Maria, il suo Cuore Immacolato che mi ha sempre protetto in momenti particolari e mi ha richiamata e salvata tante volte.
La forza della preghiera , capace di cambiare gli eventi della storia. La forza dell'intercessione sull'esempio dei pastorelli di Fatima. La preghiera semplice del Rosario e la sosta davanti a Gesù Eucaristia.
La via dell'oblazione . Per una suora oblata niente è sciupato o perso perché tutto è offerto. Ogni attimo, ogni respiro, ogni servizio, anche il più umile e insignificante è vissuto associato all'eccomi di Cristo Redentore.
La vicinanza e la vicinanza ad ogni persona. Dove c'è una persona da aiutare, consolare, consigliare, di qualsiasi età e senza nessuna differenza, c'è una suora oblata in azione perché è “Offerta come Maria per la Vita dei Fratelli”.
Esserci, fissare, intercedere, intervenire, condividere, accompagnare, sostenere, offrire sono i verbi della missione oblata. Questo era il modo con cui desideravo essere sempre e tutto del Signore. Essere memoria vivente del Suo modo di esistere.
Sono passati più di 30 anni dal primo “Sì”. Venticinque anni dalla Prima Professione e continuo a sperimentare la presenza materna quotidiana della Vergine Maria, a credere nella forza della preghiera e ai suoi miracoli… Quante persone incontrate, quanti volti, Sono tanti i piccoli e grandi miracoli a cui ho assistito in tutti questi anni, tutto segno della provvidenza di Dio.
Il Signore mi ha sorpreso e stupito perché non ha lasciato cadere nessuno dei miei sogni e li ha realizzato:
Sono passata dalla cura delle ferite del corpo alla cura delle ferite dell'anima , continuo da suora ad essere, come e con Maria presente presso la croce di chi è ferito dalla vita e cerca un senso. La passione per la missione , sogno segreto nel cuore, si è realizzato in modo diverso e mi ha permesso di dare voce a chi non ha voce, di dare visibilità agli ultimi, di essere canale di grazia nel far intrecciare le vite nelle adozioni a distanza, creando un legame profondo con il popolo dello Sri Lanka. L'amore ai giovani ea tutte le loro esigenze nel trovare la via da percorrere…In ogni circostanza ho avuto la possibilità di esprimere la maternità spirituale.
Sono felice di vivere il paradosso del Vangelo: l'obbedienza che libera, la castità che genera e la povertà che arricchisce. In questi 25 anni i desideri, i sogni, la gioia, l'oblazione e la carità sono stati purificati. Mi riconosco molto nella vocazione di Isaia 6:
"Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed ascensore; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è spiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, mandami!». Egli disse: «Va' e...”
Sono stata toccata, purificata e per questo posso dire il mio “Eccomi”, posso rispondere alle continue chiamate, perché ogni scelta, ogni decisione è sempre una risposta, certa del suo amore che sempre mi previene, mi solleva e mi sostiene. Nel corso degli anni la vita mi ha messo di fronte alle mie fragilità e ai miei limiti, ma proprio nei momenti più difficili ho visto compiersi l'opera di Dio, grazie alle mie debolizze il Signore ha potuto compiere opere meravigliose e posso con il cuore colmo di gioia cantare il mio “Magnificat”, radicato nella certezza di fede che “Nulla è impossibile a Dio”.
Ti rendo grazie Dio dell'Impossibile
Con Te nella mia vita tutto è trasformato
Il limite è orizzonte; la debolezza è forza;
la mancanza è desiderio; il vuoto è presenza;
le ferite sono segni dell'amore; il peccato è salvezza;
la miseria è misericordia,
Nulla è perso con Te, tutto è valorizzato.
Io mendicante, cieca sono trasformata da Te che “mendichi il mio amore”.
A Te che se l'eccesso di amore, la sovrabbondanza di grazia,
il mio piccolo e rinnovato gioioso “Sì”,
certa solo della tua fedeltà “Dio dell'impossibile”.
Suor Maria Lucia Siciliano - Oblata di Maria Vergine di Fatima
Sento nel cuore un profondo senso di gratitudine. Sono veramente tante le persone “belle e buone” che lungo il cammino mi hanno accompagnata, sostenuta e aiutata. Ciascuna mi ha dato qualcosa: chiedo al Signore di ricompensarle come lui solo sa fare. Non le posso qui nominare ma una persona in modo speciale desidero ricordare, la suora che mi ha accompagnata nel periodo dell'inquietudine, della ricerca: sr. Alberta, che ormai da un anno è presso il Padre gode della beatitudine eterna. Una grande suora, semplice, discreta, gioiosa, sempre disponibile. In quel periodo era di comunità a Vanzago, la comunità oblata più vicina a casa mia. È stata per me una sorella e una madre, sempre presente ma con molta discrezione: tenera e forte, gioiosa e autorevole...
Il ricordo e il grazie alle altre due sorelle in cielo che ho assistito nella malattia fino alla fine: Sr. Virginia e sr. Stefania. Quanto ho ricevuto da loro nella malattia non lo posso descrivere: ho visto e ho capito il senso autentico dell'oblazione. Grazie care sorelle a voi mi affido.
Nella preghiera sale a Dio, oggi più che mai, il grazie per tutte le persone che hanno fatto parte e fanno parte della mia vita, nessuno escluso!