Segreteria del Santuario

Segreteria del Santuario

18 Marzo 2024

Settimana Santa

La Settimana Santa è la celebrazione del momento più importante per ogni cristiano. Dalla Domenica delle Palme al Giovedì Santo, passando per il Venerdì Santo ma soprattutto per la Domenica di Pasqua, ogni credente ricorda la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, cuore della religione cristiana. 

Domenica delle palme
La Settimana Santa si fa iniziare con la Domenica delle Palme, giorno in cui si celebra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme dove viene accolto come Messia e figlio di Davide in un tripudio di palme (da cui il nome). Dalle palme evangeliche, si passa a quelle attuali: i riti religiosi della Domenica delle Palme prevedono infatti la benedizione di ramoscelli di ulivo che poi vengono distribuiti e portati a casa dai fedeli come segno di pace e di benedizione. La Domenica delle Palme non conclude la Quaresima, cioè il periodo di penitenza di quaranta giorni in preparazione della Pasqua.

Sante Messe ore 9,00 - 10,15 - 12,00 - 16,30 - 18,00

Benedizione delle Palme ore 10,15 di fronte alla Cappellina dei pastorelli segue processione verso il Santuario

Giovedi Santo
Il Giovedì Santo è il giorno dell’Ultima Cena ed è diviso in due momenti, con diversi riti religiosi a scandire la giornata. Nella mattina del Giovedì Santo non viene celebra l’eucarestia nelle parrocchie, perché viene celebrata un’unica Messa (detta Messa del Crisma) in ogni diocesi, nella chiesa cattedrale, presieduta dal vescovo insieme a tutti i suoi preti e diaconi. In quel momento si celebra la consacrazione degli oli santi e i sacerdoti rinnovano l’ordine sacro. La sera del Giovedì Santo è l’inizio del Triduo Pasquale, ossia il ciclo di preghiere e riti religiosi di tre giorni centrali della Pasqua ( il Venerdì santo, il Sabato santo e la Domenica di Risurrezione) e della Settimana Santa, con la celebrazione della passione, morte e resurrezione e tutti i riti religiosi a essi collegati. Il rito religioso più noto del Giovedì Santo è quello della sera quando si celebra la messa in Cena Domini, a ricordo dell’Ultima Cena, dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale. I riti religiosi del Giovedì Santo prevedono anche la lavanda dei piedi, come fece Gesù Cristo con gli Apostoli. Al termine della messa, si velano le croci, le campane vengono messe silenti e gli altari vengono spogliati dagli ornamenti, con l’Eucaristia deposta nell’altare della deposizione, unico che viene lasciato adorno per l’adorazione dei fedeli, e dove le specie santificate vengono conservate per il giorno successivo della Settimana Santa.
Santa Messa del Crisma
Ore 10,00 presieduta da S.E. mons. Mauro Parmeggiani
Ore 18,00 Santa Messa in Coena Domini - segue Adorazione presso l’altare della reposizione.

Venerdi Santo
Il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù Cristo. È il giorno più doloroso della Settimana Santa, in quanto ricorda la Passione di Cristo e tutti i riti religiosi del Venerdì Santo sono dedicati a questo. La Chiesa celebra la Passione in tre diversi momenti con altrettanti riti religiosi: si inizia con la liturgia della Parola, con la lettura del quarto canto del servo del Signore di Isaia (52,13-53,12), dell’Inno cristologico della lettera ai Filippesi (2,6-11) e della Passione secondo Giovanni. Si prosegue con l’adorazione della croce, a cui viene così tolto il velo, e si conclude con la santa comunione con i presantificati, cioè con le specie consacrate la sera del Giovedì Santo. Nella sera del Venerdì Santo, il rito religioso cattolico prevede anche la via Crucis, il ricordo cioè del percorso di Cristo verso la crocifissione sul monte Golgota. Durante il Venerdì Santo non si fanno altre consacrazioni e non si celebra altra messa.

Ore 8,00  - Ufficio delle Letture e Lodi
Ore 15,45 - Via Crucis
Ore 17,00 - IN PASSIONE DOMINI

Sabato santo
Il Sabato Santo è il giorno del silenzio, unico giorno della Settimana Santa in cui non è prevista alcuna liturgia, non si celebrano messe e l’Eucaristia viene data solo a chi è in punto di morte. I riti religiosi del Sabato Santo iniziano al calare del giorno. La notte del Sabato Santo è il momento in cui la Settimana Santa inizia ad andare verso il suo apice con i riti religiosi della veglia pasquale in cui si celebra la resurrezione di Cristo. La veglia prevede quattro momenti e altrettanti riti religiosi: la liturgia del fuoco, con l’accensione del cero pasquale, portato in processione in chiesa; la liturgia della Parola , con sette letture dell’Antico Testamento che ripercorrono gli eventi principali della storia della salvezza, dalla Creazione del mondo, passando attraverso la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto, fino alla promessa della Nuova Alleanza, con la conclusione dell’Epistola che proclama la vita nuova in Cristo risorto, il racconto dell’apparizione degli Angeli alle Pie donne la mattina di Pasqua del Vangelo; la liturgia battesimale, nella quale i fedeli rinnovano le promesse del proprio battesimo, e vengono battezzati, se ce ne sono, i catecumeni che si sono preparati al Sacramento. Con la liturgia Eucaristica si celebra la vittoria di Cristo sulla morte e sempre presente in mezzo ai suoi nel segno del pane e del vino.

Ore 8:00  -  Ufficio delle Letture e Lodi
Ore 17:00 - L’Ora della Madre
Ore 22:00 - Solenne Veglia Pasquale









 

 

 

 

Allora il re Davide fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva andandosene: «Figlio mio Assalonne! Figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!». 2Fu riferito a Ioab: «Ecco, il re piange e fa lutto per Assalonne». 3La vittoria in quel giorno si cambiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: «Il re è desolato a causa del figlio». 4Il popolo in quel giorno rientrò in città furtivamente, come avrebbe fatto gente vergognosa per essere fuggita durante la battaglia. 5Il re si era coperta la faccia e gridava a gran voce: «Figlio mio Assalonne, Assalonne, figlio mio, figlio mio!». 6Allora Ioab entrò in casa del re e disse: «Tu fai arrossire oggi il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, alle tue mogli e alle tue concubine, 7perché ami quelli che ti odiano e odii quelli che ti amano. Infatti oggi tu mostri chiaramente che capi e servi per te non contano nulla; ora io ho capito che, se Assalonne fosse vivo e noi quest’oggi fossimo tutti morti, questa sarebbe una cosa giusta ai tuoi occhi. 8Ora dunque àlzati, esci e parla al cuore dei tuoi servi, perché io giuro per il Signore che, se non esci, neppure un uomo resterà con te questa notte; questo sarebbe per te un male peggiore di tutti quelli che ti sono capitati dalla tua giovinezza fino ad oggi». 9Allora il re si alzò e si sedette alla porta; fu dato quest’annuncio a tutto il popolo: «Ecco, il re sta seduto alla porta». E tutto il popolo venne alla presenza del re.
Gli Israeliti erano fuggiti ognuno alla sua tenda. 
10In tutte le tribù d’Israele tutto il popolo stava discutendo e diceva: «Il re ci ha liberati dalle mani dei nostri nemici e ci ha salvati dalle mani dei Filistei; ora è dovuto fuggire dalla terra a causa di Assalonne. 11Ma Assalonne, che noi avevamo unto re su di noi, è morto in battaglia. Ora perché indugiate a fare tornare il re?». 12Ciò che si diceva in tutto Israele era giunto a conoscenza del re. Il re Davide mandò a dire ai sacerdoti Sadoc ed Ebiatàr: «Riferite agli anziani di Giuda: “Perché volete essere gli ultimi a far tornare il re alla sua casa? 13Fratelli miei, voi siete mio osso e mia carne e perché dunque sareste gli ultimi a far tornare il re?”. 14Dite ad Amasà: “Non sei forse mio osso e mia carne? Dio mi faccia questo e anche peggio, se tu non diventerai davanti a me capo dell’esercito per sempre al posto di Ioab!”». 15Così piegò il cuore di tutti gli uomini di Giuda, come se fosse stato il cuore di un sol uomo; essi mandarono a dire al re: «Ritorna tu e tutti i tuoi servi».

Ore 16,00 Sala del Rosario

Veniamo da parti differenti parliamo lingue differenti, ma tutti conosciamo il sentimento di gioia che ci pervade il cuore quando vediamo il volto sorridente di un bambino.

Il 20 febbraio memoria liturgica dei santi pastorelli di Fatima Francesco e Giacinta Marto, di volti sorridenti qui al Santuario ne abbiamo visti tanti. Volti provenienti dalla Scuola del Sacro Cuore di Tivoli accompagnati dalle suore Oblate Salesiane del Sacro Cuore per celebrare la “Festa dei bambini” sotto lo sguardo dei santi pastorelli Francesco e Giacinta Marto.

Arrivati alle 9,30, nonostante il tempo nuvoloso e piovoso, allegri e sorridenti sono stati accolti dalle suore Oblate di Maria Vergine di Fatima, che operano qui al Santuario, nella Sala del Cuore Immacolato di Maria. Sala allestita e addobbata proprio per rendere la giornata allegra, spensierata, senza trascurare però la parte formativa e spirituale, ispirandosi alla spiritualità del messaggio di Fatima attraverso i piccoli pastorelli. In altre parole, riflettere sul perché sono stati portati al Santuario.

Dopo una breve presentazione della giornata da parte di sr Giustina omvf si è passati alla visione di un video sulla vita dei pastorelli. I ragazzi sono stati poi divisi; i piccoli sono stati seguiti da sr Marta e sr Maria Rosa dove intrattenuti con canti e giochi adatti alla loro età hanno ballato, cantato e nello stesso tempo sono stati accompagnati nella conoscenza della vita dei pastorelli loro coetanei. I più grandi con sr Giustina e sr Mattea sono stati coinvolti in attività create proprio in base alle loro età, ma con la stessa metodologia; portarli attraverso il gioco alla conoscenza degli eventi di Fatima.

In Santuario, poi, ai piedi della Vergine Maria hanno affidato la loro giovane vita nelle mani di Nostra Signora di Fatima sotto lo sguardo amorevole e compiaciuto dei santi pastorelli. E per finire in allegria nel piazzale di fronte al Bar è stata preparata una bellissima pentolaccia dove ha messo a dura prova la forza, la costanza e la pazienza dei ragazzi e non solo.

E’ stata una giornata di festa, di preghiera, nella speranza di aver seminato in quei giovani cuori il seme dell’amore di Dio che tanto ha trasformato la vita dei piccoli pastorelli Francesco e Giacinta Marto.

I santi pastorelli proteggano i nostri ragazzi e li rendano uomini e donne capaci di rendere questa nostra società più umana e fraterna. Francesco e Giacinta, vissero profondamente l’amore di Dio per l’umanità. E, così, furono eletti profeti dell’amore di Dio e offerti per Lui al mondo come bambini-pastori secondo il suo cuore (Ger 3,15).

Un grazie sentito alle suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore per la loro disponibilità. Alle suore Oblate di Maria Vergine di Fatima per il lavoro e l’organizzazione della giornata, affinchè i ragazzi potessero passare questa esperienza diversa ma gioiosa. Nello stesso tempo giornata di riflessione e preghiera su cosa significa vivere sotto lo sguardo compiaciuto di Dio. D’altronde che cosa è la santità se non il vivere sotto lo sguardo compiaciuto di Dio?

Il senso di questo evento non è stato altro che offrire ai ragazzi della stessa età dei modelli sani da imitare, oltre a richiamare alla verità che tutti, piccoli compresi, siamo chiamati alla santità. Con semplicità di cuore seguiamo il loro esempio e arriveremo alla meta, il Paradiso, in compagnie di molte anime!

20 febbraio 5

 

 

     festa dei pastorelli 20 febbraio 2024 4

 

 

Ricorre oggi 20 Febbraio la memoria liturgica dei santi Francesco e Giacinta Marto. Tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina di Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e, dal suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario: la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri.

La notizia delle apparizioni si diffuse e richiamò sempre più la presenza di folle di credenti e curiosi. Il 13 luglio i veggenti riferirono che la Madonna aveva promesso che sarebbe avvenuto un evento prodigioso affinchè la gente credesse all'apparizione. Il 13 agosto i pastorelli non poterono presentarsi all'appuntamento perchè rinchiusi in prigione.

Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, in particolare la fine della prima guerra mondiale e a breve l'inizio di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti.

A conferma della parola data ai tre dalla Madonna riguardo l'evento prodigioso, il 13 ottobre 1917, migliaia di persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato "miracolo del sole". Molti dei presenti raccontarono che quel giorno pioveva e una spessa nube ricopriva il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e, diradandosi le nubi, "si aprì il cielo". Il sole, tornato visibile, avrebbe cominciato a roteare su sè stesso, divenendo multicolore fino ad ingrandirsi, come se stesse precipitando sulla terra. Molti gridarono dalla paura invocando Dio e la Vergine perchè temevano che fosse la fine del mondo. I tre pastorelli dissero di aver visto anche la Madonna, san Giuseppe e Gesù bambino, mentre benedicevano il mondo tracciando un ampio segno di croce. Le autorità civili portoghesi osteggiarono apertamente le apparizioni di Fatima, temendo che, visto il clima politico fortemente anticlericale dell'epoca, potessero alimentare manifestazioni antigovernative. A questo atteggiamento contribui non poco la volontà dei tre pastorelli di mantenere il segreto sulle rivelazioni che la Madonna avrebbe fatto loro. L'avvenimento fece molto scalpore, e fu riportato da numerosi giornali dell'epoca, con molte testimonianze di persone presenti all'evento straordinario. La Madonna avrebbe permesso di rivelare le prime due parti del segreto, chiedendo di non rivelare pubblicamente la terza parte del segreto fino a quando i tempi fossero stati maturi.

Giacinta e Francisco morirono in tenera età durante l'epidemia di influenza spagnola, mentre Lucia divenne suora Carmelitana e custode del segreto di Fatima, dopo essere stata nel convento dell'ordine delle suore Dorotee di Tuy. Nel 1942 suor Lucia pubblicherà le sue memorie, resoconto delle apparizioni mariane. Il 31 ottobre dello stesso anno, papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1943 il vescovo di Leiria ordinò a Lucia di scrivere la terza parte del messaggio di Fatima, rivelato dalla Madonna. Il Vescovo consegnerà le buste al Patriarca di Lisbona e quindi esse giunsero in Vaticano.

Nel luogo delle apparizioni venne costruito un Santuario in onore della Madonna di Fatima.

Il 13 maggio 2000 i fratelli Giacinta e Francisco vennero beatificati. Nello stesso anno venne svelata l'ultima parte del segreto di Fatima che fu messo in relazione con l'attentato subito da papa Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro.

Suor Lucia è morta il 13 febbraio 2005, poche settimane prima della morte di Giovanni Paolo II.

In questo anno dedicato alla preghiera come non guardare alla vita luminosa di questi umili e semplici pastorelli. Una vita trasformata da Dio per mezzo del Cuore Immacolato di Maria: "Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio."  Giugno 1917.

E' infatti la profonda devozione eucaristica che costituisce il cuore della spiritualità dei tre pastorelli di Fatima. Lo testimonia in modo particolare un dialogo tra Giacinta e Lucia, sua cugina maggiore, che rivela la loro abitudine di chiamare l’Eucarestia “Gesù nascosto”: “E tu, quando ricevi la Comunione, parli con lui?”. “Certo”. “E perché non lo vedi?”. “Perché è nascosto”. Allo stesso modo Giacinta si commuove e piange quanto sente la cugina raccontarle la Passione di Gesù, mentre brama di baciare e abbracciare il Crocifisso. E che dire di Francesco un bambino di soli 9 anni dal cuore puro e dallo spirito contemplativo. In un altro aneddoto raccontato da Lucia, dove  descrive che mentre rincorre le farfalle insieme a lui, sua cugina si accorge che Francesco ha preso particolarmente sul serio l’invito della Mamma celeste a recitare il Rosario. Di qui, se ne sta spesso in disparte e così giustifica tale decisione: «Sto pensando a Dio, che è così triste a causa di tanti peccati. Se fossi capace di dargli gioia!».

Guardando a questi tre pastorelli, «la loro fedeltà alla preghiera, la generosità con cui facevano sacrifici, il loro orrore per il peccato, il loro zelo per la conversione dei peccatori, l’amore che nutrivano per Gesù e per il Cuore Immacolato di Maria» trasformando giorno dopo giorno la loro vita in terreno fecondo nel quale germogliano frutti di vita eterna, non possono non interpellarci ad una vita  proiettata verso la santità.
Le vite di Francesco e Giacinta furono brevi e semplici. Hanno vissuto soltanto di Amore e per Amore che si rivelava loro nella luce offerta dalle mani della Signora tanto bella. I pastorelli vissero intensamente la passione di Dio per l’umanità. E, così, furono costituiti profeti dell’amore di Dio e offerti per Lui al mondo come bambini-pastori secondo il suo cuore (Ger 3,15). (Miguel Toga).

Papa Francesco ci esorta in questo anno della Preghiera, «a riscoprire il grande valore e l’assoluto bisogno della preghiera». La preghiera nella vita personale, nella vita della Chiesa, la preghiera nel mondo. I pastorelli di Fatima ci accompagnino in questo anno a riscoprire nella nostra vita il primato di Dio cosi da trasformarla in seme per la vita eterna nostra e dei nostri fratelli.

 

Tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina di Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e, dal suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario: la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri.

La notizia delle apparizioni si diffuse e richiamò sempre più la presenza di folle di credenti e curiosi. Il 13 luglio i veggenti riferirono che la Madonna aveva promesso che sarebbe avvenuto un evento prodigioso affinchè la gente credesse all'apparizione. Il 13 agosto i pastorelli non poterono presentarsi all'appuntamento perchè rinchiusi in prigione.
Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, in particolare la fine della prima guerra mondiale e a breve l'inizio di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti.
A conferma della parola data ai tre dalla Madonna riguardo l'evento prodigioso, il 13 ottobre 1917, migliaia di persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato "miracolo del sole". Molti dei presenti raccontarono che quel giorno pioveva e una spessa nube ricopriva il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e, diradandosi le nubi, "si aprì il cielo". Il sole, tornato visibile, avrebbe cominciato a roteare su sè stesso, divenendo multicolore fino ad ingrandirsi, come se stesse precipitando sulla terra. Molti gridarono dalla paura invocando Dio e la Vergine perchè temevano che fosse la fine del mondo. I tre pastorelli dissero di aver visto anche la Madonna, san Giuseppe e Gesù bambino, mentre benedicevano il mondo tracciando un ampio segno di croce. Le autorità civili portoghesi osteggiarono apertamente le apparizioni di Fatima, temendo che, visto il clima politico fortemente anticlericale dell'epoca, potessero alimentare manifestazioni antigovernative. A questo atteggiamento contribui non poco la volontà dei tre pastorelli di mantenere il segreto sulle rivelazioni che la Madonna avrebbe fatto loro. L'avvenimento fece molto scalpore, e fu riportato da numerosi giornali dell'epoca, con molte testimonianze di persone presenti all'evento straordinario. La Madonna avrebbe permesso di rivelare le prime due parti del segreto, chiedendo di non rivelare pubblicamente la terza parte del segreto fino a quando i tempi fossero stati maturi.
Giacinta e Francisco morirono in tenera età durante l'epidemia di influenza spagnola, mentre Lucia divenne suora Carmelitana e custode del segreto di Fatima, dopo essere stata nel convento dell'ordine delle suore Dorotee di Tuy. Nel 1942 suor Lucia pubblicherà le sue memorie, resoconto delle apparizioni mariane. Il 31 ottobre dello stesso anno, papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1943 il vescovo di Leiria ordinò a Lucia di scrivere la terza parte del messaggio di Fatima, rivelato dalla Madonna. Il Vescovo consegnerà le buste al Patriarca di Lisbona e quindi esse giunsero in Vaticano.
Nel luogo delle apparizioni venne costruito un Santuario in onore della Madonna di Fatima.
Il 13 maggio 2000 i fratelli Giacinta e Francisco vennero beatificati. Nello stesso anno venne svelata l'ultima parte del segreto di Fatima che fu messo in relazione con l'attentato subito da papa Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro.
Suor Lucia è morta il 13 febbraio 2005, poche settimane prima della morte di Giovanni Paolo II.

18 Febbraio - Domenica

Sante Messe ore 9,00 - 10,30 - 12,00 - 16,30 - 18,00 - rosario ore 16,30

Pomeriggio dedicato ai bambini

Ore 15,30 Accoglienza
Segue Video giocoe Quiz sui pasorelli
Saluto finale con i pastorelli e Maria Ss.ma

19 Febbraio - Lunedì
Sante Messe ore 8,30 - 10,00 - 17,00 - rosario ore 16,30

20 Febbraio - Martedì -  Festa dei pastorelli

Sante Messe ore 8.30 - 10,00 - 17,00 - rosario ore 16,30
Ore  9,30 Incontro con i bambini
-Video e gioco a quiz con i pastorelli
-Saluto finale con i pastorelli e Maria SS.ma

 

“La preghiera è il respiro della fede, è la sua espressione più propria. Come un grido silenzioso che esce dal cuore di chi crede e si affida a Dio”. Papa Francesco 

 «Non si tratta di un Anno con particolari iniziative, piuttosto, di un momento privilegiato in cui riscoprire il valore della preghiera, l’esigenza della preghiera quotidiana nella vita cristiana; come pregare, e soprattutto come educare a pregare oggi, nell’epoca della cultura digitale, in modo che la preghiera possa essere efficace e feconda», ha tenuto a sottolineare il pro-prefetto. Per rispondere a tale esigenza, il Dicastero ha predisposto alcuni strumenti che possono accompagnare la meditazione e la lettura per comprendere meglio il valore della preghiera.
Mons. Fisichella

“La collera del Signore si accese di nuovo contro Israele e incitò Davide contro il popolo in questo modo: “Su, fa’ il censimento d’Israele e di Giuda”. Il re disse a Ioab e ai suoi capi dell’esercito: “Percorri tutte le tribù d’Israele, da Dan fino a Bersabea, e fate il censimento del popolo, perché io conosca il numero della popolazione”. Ioab rispose al re: “Il Signore tuo Dio moltiplichi il popolo cento volte più di quello che è, e gli occhi del re mio signore possano vederlo! Ma perché il re mio signore desidera questa cosa?”. Ma l’ordine del re prevalse su Ioab e sui capi dell’esercito e Ioab e i capi dell’esercito si allontanarono dal re per fare il censimento del popolo d’Israele. Passarono il Giordano e cominciarono da Aroer e dalla città che è in mezzo al torrente di Gad e presso Iazer. Poi andarono in Gàlaad e nel paese degli Hittiti a Kades; andarono a Dan. Poi girarono intorno a Sidòne; andarono alla fortezza di Tiro e in tutte le città degli Evei e dei Cananei e finirono nel Negheb di Giuda a Bersabea. Percorsero così tutto il paese e dopo nove mesi e venti giorni tornarono a Gerusalemme. Ioab consegnò al re la cifra del censimento del popolo: c’erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada; in Giuda cinquecentomila.

Ma dopo che Davide ebbe fatto il censimento del popolo, si sentì battere il cuore e disse al Signore: “Ho peccato molto per quanto ho fatto; ma ora, Signore, perdona l’iniquità del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza”. 

Ore 15.30  Sala Cuore Immacolato - Padre Michele Babuin omv

 https://www.youtube.com/channel/UCzGZlWm8IITlevGMDX6-44w

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere all’ufficio Direzione ed Accoglienza del Santuario negli orari di apertura, oppure inviare un whatsapp a P. Michele stesso (339 4779599). 

Dopo l'anno dedicato alla riflessione sui documenti e allo studio dei frutti del Concilio Vaticano II, il 2024, su proposta di Papa Francesco sarà l'anno della Preghiera. In preparazione al Giubileo, le Diocesi sono invitate a promuovere la centralità della preghiera individuale e comunitaria. Per questo si potrebbero proporre "pellegrinaggi di preghiera" verso l'Anno santo, percorsi di scuola di orazione con tappe mensili o settimanali, presiedute dai Vescovi, in cui coinvolgere tutto il Popolo di Dio. Inoltre, per vivere al meglio questo anno, il Dicastero per l'Evangelizzazione pubblicherà una collana di "Appunti sulla preghiera", per rimettere al centro la relazione profonda con il Signore, attraverso le tante forme di preghiera contemplate nella ricca tradizione cattolica.

Nella preparazione al Giubileo del 2025 inizia la "tappa" dedicata al cuore della vita cristiana: la relazione con Dio. 
“In questo tempo di preparazione, fin da ora mi rallegra pensare che si potrà dedicare l’anno precedente l’evento giubilare, il 2024, a una grande ‘sinfonia’ di preghiera”, l’auspicio di Francesco: “Anzitutto per recuperare il desiderio di stare alla presenza del Signore, ascoltarlo e adorarlo. Preghiera, inoltre, per ringraziare Dio dei tanti doni del suo amore per noi e lodare la sua opera nella creazione, che impegna tutti al rispetto e all’azione concreta e responsabile per la sua salvaguardia. Preghiera come voce ‘del cuore solo e dell’anima sola’ (cfr At 4,32), che si traduce nella solidarietà e nella condivisione del pane quotidiano. Preghiera che permette ad ogni uomo e donna di questo mondo di rivolgersi all’unico Dio, per esprimergli quanto è riposto nel segreto del cuore. Preghiera come via maestra verso la santità, che conduce a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione. Insomma, un intenso anno di preghiera, in cui i cuori si aprano a ricevere l’abbondanza della grazia, facendo del Padre nostro, l’orazione che Gesù ci ha insegnato, il programma di vita di ogni suo discepolo”.

"Maria, figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò madre di Gesù e, abbracciando con tutto l'animo e senza peso alcuno di peccato la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del Signore alla persona e all'opera del Figlio suo, servendo al mistero della redenzione sotto di Lui e con Lui, con la grazia di Dio onnipotente" (Lumen Gentium, 56).

“Il Concilio di Efeso (431), durante il quale, con grande gioia dei cristiani, la verità sulla divina maternità di Maria fu confermata solennemente come verità di fede della Chiesa. Maria è la Madre di Dio (= Theotókos), poiché per opera dello Spirito Santo ha concepito nel suo grembo verginale e ha dato al mondo Gesù Cristo, il Figlio di Dio consostanziale al Padre. «Il Figlio di Dio…, nascendo da Maria Vergine, si è fatto veramente uno di noi», si è fatto uomo. Così dunque, mediante il mistero di Cristo, sull’orizzonte della fede della Chiesa risplende pienamente il mistero della sua Madre. A sua volta, il dogma della maternità divina di Maria fu per il Concilio Efesino ed è per la Chiesa come un suggello del dogma dell’incarnazione, nella quale il Verbo assume realmente nell’unità della sua persona la natura umana senza annullarla.” (Santo Padre Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Redemptoris Mater, n. 4, 25 marzo 1987).

Sante Messe ore 9,00 - 10,30 - 12,00 - 16,30 - 18,00 - rosario 16,00

-24 Dicembre 2023-

Sante Messe ore 9,00 - 10,30 - 12,00 - 16,30

Messa delle 16,30 prefestiva del Natale

Messa della notte ore 23,30

25 Dicembre Natale del Signore

Sante Messe ore 9,00 -10,30 -12,00 - 16,30 -18,00 - Rosario ore 16,00

26 Dicembre Santo Stefano

Sante Messe ore 9,00 - 10,30 - 12,00 -17, 00 - Rosario ore 16,30

31 Dicembre ultimo giorno dell'anno

Sante Messe ore 9,00 - 10,30 -12,00 - 16,30 -18,00 - Rosario ore 16,00

La messa delle ore 16,30 e 18.00 prefestiva della Madre di Dio e canto del Te Deum

1 Gennaio Santa Madre di Dio

Sante Messe ore 9,00 -10,30 -12,00 -16,30 -18,00 - Rosario ore 16,00

Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l’amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi. San Paolo afferma che Gesù Cristo «pur essendo nella condizione di Dio… svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini» (Fil 2,6-7). Guardiamo alla grotta di Betlemme: Dio si abbassa fino ad essere adagiato in una mangiatoia, che è già preludio dell’abbassamento nell’ora della sua passione. Il culmine della storia di amore tra Dio e l’uomo passa attraverso la mangiatoia di Betlemme e il sepolcro di Gerusalemme. Benedetto XVI

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