Articoli filtrati per data: Martedì, 21 Ottobre 2025

In questa commemorazione di tutti fedeli defunti noi cristiani che celebriamo questa ricorrenza non possiamo non volgere lo sguardo verso il cielo per meditare sulle cose “ultime” della vita ed inoltre sentirci in comunione con tutti i nostri cari e tutti quelli che ora vivono nell’eternità. Sì, perché commemorando tutti i fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra vive ed esprime nella Liturgia il vincolo spirituale che la unisce alla Chiesa del cielo. Oggi diamo lode a Dio per la schiera innumerevole dei santi e delle sante di tutti i tempi: uomini e donne comuni, semplici, a volte “ultimi” per il mondo, ma “primi” per Dio. Al tempo stesso già ricordiamo i nostri cari defunti visitando i cimiteri: è motivo di grande consolazione pensare che essi sono in compagnia della Vergine Maria, degli apostoli, dei martiri e di tutti i santi e le sante del Paradiso! La solennità odierna ci aiuta così a considerare una verità fondamentale della fede cristiana, che noi professiamo nel “Credo”: la comunione dei santi. Che cosa significa questo: la comunione dei santi? È la comunione che nasce dalla fede e unisce tutti coloro che appartengono a Cristo in forza del Battesimo. Si tratta di una unione spirituale - tutti siamo uniti! - che non viene spezzata dalla morte, ma prosegue nell’altra vita. In effetti sussiste un legame indistruttibile tra noi viventi in questo mondo e quanti hanno varcato la soglia della morte. Noi quaggiù sulla terra, insieme a coloro che sono entrati nell’eternità, formiamo una sola e grande famiglia. Si mantiene questa familiarità. Questa meravigliosa comunione, questa meravigliosa unione comune tra terra e cielo si attua nel modo più alto ed intenso nella Liturgia, e soprattutto nella celebrazione dell’Eucaristia, che esprime e realizza la più profonda unione tra i membri della Chiesa. Nell’Eucaristia, infatti, noi incontriamo Gesù vivo e la sua forza, e attraverso di Lui entriamo in comunione con i nostri fratelli nella fede: quelli che vivono con noi qui in terra e quelli che ci hanno preceduto nell’altra vita, la vita senza fine. 

Ed è consolante sapere che ci sono altri fratelli che hanno già raggiunto il cielo, ci attendono e pregano per noi, affinché insieme possiamo contemplare in eterno il volto glorioso e misericordioso del Padre. Nella grande assemblea dei Santi, Dio ha voluto riservare il primo posto alla Madre di Gesù. Maria è al centro della comunione dei santi, quale singolare custode del vincolo della Chiesa universale con Cristo, del vincolo della famiglia. Lei è la Madre, Lei è la Madre nostra, nostra Madre. Per chi vuole seguire Gesù sulla via del Vangelo, lei è la guida sicura, perché è la prima discepola. Lei è la Madre premurosa ed attenta, a cui confidare ogni desiderio e difficoltà. Preghiamo insieme la Regina di tutti i Santi, perché ci aiuti a rispondere con generosità e fedeltà a Dio, che ci chiama ad essere santi come Egli è Santo (cfr Lv 19,2; Mt 5,48). 

Inoltre, come dicevamo all’inizio, tale commemorazione ci fa riflettere sulle cose ultime che ancora nel Credo professiamo: del giudizio finale (Credo in Gesù Cristo che “di nuovo verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti”), nella risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà (cioè la vita eterna).

Credere nel giudizio finale ci impegna a vivere oggi con serietà e impegno la nostra vita cristiana, a rispondere all’amore del Signore che ci amato per primo e vuole la nostra salvezza con prontezza e generosità. Il giudizio finale, infatti, non sarà una sentenza che ci verrà imposta secondo dei criteri di giudizio che non conosciamo, ma consisterà nel rendere conto di come abbiamo vissuto nella nostra vita, di come nella libertà abbiamo scelto giorno per giorno di seguire di Gesù, di amarlo nei fratelli, di spezzare la nostra vita per amore. In altre parole tutto quello che realizziamo in questa vita terrena si ripercuote in gloria in Cielo o in tristezza di chi non potrà accedere al Paradiso (inferno) avendo fallito la propria vita. Se sapessimo contemplare ogni atto della nostra esistenza in questo modo, come sarebbe diversa! 

Nel cielo i santi godono della perfetta beatitudine. Il loro stato di felicità perfetta e completa deriva dalla visione di Dio e dalla piena comunione con Lui. È questa la nostra meta. Ed è la speranza di poter raggiungere questa meta che ci conforta e ci incoraggia.

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