Articoli filtrati per data: Domenica, 07 Settembre 2025
Giovani santi di oggi: Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis
Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono due figure straordinarie e molto vicine alla sensibilità dei giovani di oggi.
Quando si parla di santità, molti giovani pensano a qualcosa di distante, legato a figure del passato o a persone che hanno vissuto vite straordinarie, molto diverse dalla quotidianità di oggi. In realtà la Chiesa ci ricorda che la santità è una chiamata universale, possibile per ciascuno, e che prende forma anche nelle strade più normali della vita. Per questo due testimoni recenti, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, sono esempi preziosi da proporre alle nuove generazioni: giovani come tanti, ma che hanno saputo trasformare la loro esistenza in un cammino verso Dio.
- Pier Giorgio Frassati: la gioia della fede vissuta
Pier Giorgio nacque a Torino nel 1901 in una famiglia benestante. Fin da ragazzo dimostrò un carattere vivace e un grande amore per la vita: amava la montagna, lo sport, la compagnia degli amici. Allo stesso tempo, coltivava un’intensa vita spirituale, fatta di preghiera, di Messa quotidiana e di carità concreta. Non era un giovane perfetto, ma era autentico: generoso, allegro, pronto ad aiutare chiunque fosse nel bisogno. Si impegnò anche in politica, convinto che la fede dovesse tradursi in impegno sociale. Morì prematuramente a soli 24 anni, lasciando un esempio luminoso di come la giovinezza possa essere vissuta con pienezza nel Vangelo. Non a caso è stato definito da san Giovanni Paolo II “l’uomo delle Beatitudini”.
Il suo motto rimane attualissimo: “Verso l’alto”, che scriveva accanto alle foto delle sue scalate in montagna, per ricordare che la vita cristiana è un continuo salire verso Dio. E in una lettera agli amici confidava: “La fede donataci nel Battesimo ci comanda di spendere la nostra vita per il bene del prossimo”.
- Carlo Acutis: l’Eucaristia come autostrada per il cielo
Carlo nacque a Londra nel 1991, ma visse a Milano. Era un ragazzo del nostro tempo: appassionato di computer, videogiochi, calcio e amicizie. Ciò che lo rendeva speciale era il suo profondo amore per Gesù, soprattutto nell’Eucaristia, che definiva “la mia autostrada per il cielo”. Carlo riuscì a unire la sua passione per l’informatica alla fede: realizzò una mostra digitale sui miracoli eucaristici, che oggi continua a girare il mondo. Anche lui morì giovane, a soli 15 anni, ma lasciò un segno potente: dimostrò che la santità è possibile anche nell’era di internet, e che la tecnologia può diventare strumento di evangelizzazione.
Diceva spesso: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopie”, invitando i coetanei a non sprecare la vita nell’omologazione, ma a realizzare la propria unicità in Dio. E ancora: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo. Più la riceviamo, più diventiamo simili a Gesù, e già su questa terra pregustiamo il Paradiso”.
- Due esempi per i giovani di oggi
Pier Giorgio e Carlo, pur vissuti in epoche diverse, hanno in comune la freschezza della fede, l’amore per Gesù e l’entusiasmo nel viverlo nella quotidianità. Non si sono chiusi in se stessi, ma hanno messo i propri talenti a servizio degli altri: uno attraverso l’impegno sociale e la carità, l’altro con la creatività digitale e la passione per l’Eucaristia. Entrambi ci dicono che la santità non è tristezza né rinuncia sterile, ma pienezza di vita, gioia vera, coraggio di amare.
- Una chiamata che riguarda tutti
Proporre Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis come modelli significa mostrare ai giovani che il Vangelo è vivo, che la fede non è un peso ma una forza che dà senso a ogni cosa. Essi ci ricordano che anche oggi, nella scuola, nello sport, sul web, con gli amici, si può essere santi. La loro vita è un invito a non accontentarsi di poco, ma a puntare in alto. Come scriveva Pier Giorgio: “Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere nella lotta continua la verità, non è vivere, ma vivacchiare”. E Carlo gli fa eco con parole semplici e forti: “La felicità è guardare Dio, la tristezza è guardare se stessi”.
In un tempo in cui i giovani cercano testimoni credibili, la loro voce risuona chiara: la santità è possibile, ed è la via più bella per realizzare la propria vita.