Articoli filtrati per data: Martedì, 13 Maggio 2025
13 Maggio - prima apparizione a Fatima
Ogni 13 del mese, da Maggio a Ottobre, il Santuario di Nostra Signora di Fatima si accende di fede e devozione per ricordare le apparizioni della Vergine Maria. Alle ore 21:00 prende vita la suggestiva fiaccolata: i pellegrini, raccolti in preghiera, ascoltano la lettura del racconto dell’apparizione del mese.
Segue la celebrazione eucaristica, cuore della serata, dove – come a Cana – la Vergine Madre guida i suoi figli nella preghiera e nell’ascolto della Parola del Signore.
In un clima di profonda spiritualità, i fedeli, provenienti da ogni luogo, partecipano con fervore e raccoglimento a questo appuntamento rispondendo con generosa disponibilità all’accorato appello della Vergine Madre: vivere la preghiera, abbracciare la penitenza, e offrire il proprio cuore alla pace.
Questo appuntamento mensile non è solo memoria, ma esperienza viva di grazia, che rinnova nei cuori il messaggio di Fatima, attuale e necessario più che mai nel nostro tempo.
Sante Messe ore 9.00 - 10.30 - 12.00 - 18.00 - 22.00
Dopo ogni Santa Messa recita del Santo Rosario
Ore 21.00 Processione mariana con i flambeaux nel ricordo della prima Apparizione a Fatima.
A seguire Santa Messa presieduta da S.E.mons. Mauro Parmeggiani Vescovo di Tivoli PalestrinaPER IL 13 MAGGIO LA COTRAL METTERÀ DUE CORSE AGGIUNTIVE
Ore 8.45 Ponte Mammolo/Santuario
Ore 12.00 riparte dal Santuario per Ponte Mammolo
Fatima 13 maggio 1917
D’un tratto, durante il loro innocente divertimento, i tre giovinetti videro qualcosa come il bagliore di un lampo che li sorprese. Guardarono verso il cielo, verso l’orizzonte e, poi, l’un verso l’altro; rimasero muti e sbalorditi: l’orizzonte era limpido, il cielo luminoso e sereno. Che cosa poteva essere?
Ma già Lucia, sempre con un certo tono di comando, ordinò:
— Via, che può venire un temporale.
— Allora, andiamo — disse Giacinta.
Richiamarono il gregge e lo avviarono verso la discesa. A mezza strada tra la montagna che avevano appena lasciato ed un grande leccio che stava di fronte a loro, videro un secondo lampo. Con raddoppiato spavento affrettarono il passo, continuando a discendere. Erano infine giunti in fondo alla Cova e si fermarono, confusi e meravigliati: lì, a breve distanza da loro, sospesa sopra un leccio alto poco più di un metro, apparve la Madre di Dio.«- Non abbiate paura. Non vi faccio del male.
- Di dove è Lei? - le domandai.
- Sono del Cielo.
- E cosa vuole da me?
- Son venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e cosa voglio. Quindi, tornerò qui di nuovo una settima volta.
[- Lei mi può dire se la guerra durerà ancora molto tempo o se sta per terminare?
- Non te lo posso dire ancora, finché non ti avrò detto quello che voglio.]
- E anch’io andrò in Cielo?
- Sì, ci andrai.
- E Giacinta?
- Anche lei.
- E Francesco?
- Anche, ma deve recitare molti rosari.
[...]
- Maria das Neves è già in Cielo?
- Sì, è là.
- E Amelia?
- Resterà in Purgatorio fino alla fine del mondo.
[...]
– Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?
- Sì, vogliamo.
- Allora, dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto.
Fu mentre pronunciava queste ultime parole (la grazia di Dio...) che aprì per la prima volta le mani, comunicandoci una luce così intensa, una specie di riflesso che da esse usciva e ci penetrava nel petto e nel più intimo dell’anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, che era quella luce, più chiaramente di come ci vediamo nel migliore degli specchi. Allora, per un impulso intimo pure comunicatoci, cademmo in ginocchio, e ripetevamo col cuore:
- Santissima Trinità, io Vi adoro. Mio Dio, mio Dio, io Vi amo nel Santissimo Sacramento.
Passati i primi momenti, la Madonna aggiunse:
- Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra.»
Memorie di Suor Lucia, pp. 169-170 (IV Memoria); la sezione entro le parentesi quadre fa parte dell’interrogatorio del parroco ai veggenti del 27 maggio 1917, in Documentação Crítica de Fátima. I, Santuário de Fátima 1992, p. 9.
Sante Messe ore 9.00 - 10.30 - 12.00 - 18.00 - 22.00
Dopo ogni Santa Messa recita del Santo Rosario
Ore 21.00 Processione mariana con i flambeaux nel ricordo della prima Apparizione a Fatima.
A seguire Santa Messa presieduta da S.E.mons. Mauro Parmeggiani Vescovo di Tivoli Palestrina
PER IL 13 MAGGIO LA COTRAL METTERÀ DUE CORSE AGGIUNTIVEOre 8.45 Ponte Mammolo/SantuarioOre 12.00 riparte dal Santuario per Ponte Mammolo
13 Maggio.. Una luce squarcia le tenebre
Il 13 maggio non è una semplice data nel calendario. È un grido del Cielo che attraversa i secoli. È una fenditura nella notte dell’uomo, uno squarcio divino che irrompe nelle tenebre della storia con la potenza silenziosa dell’amore di Dio. È in questo giorno, nel 1917, che la Regina del Cielo discese a Fatima, in un angolo umile del mondo, per parlare non ai potenti, ma a tre piccoli pastorelli, scelti per custodire un segreto celeste destinato a scuotere le coscienze.
In un mondo insanguinato dalla guerra e sprofondato nell’orgoglio e nell’indifferenza, una Luce si fece presente. Maria, avvolta di sole, apparsa come segno di misericordia e di avvertimento, portava un messaggio che brucia ancora oggi: convertitevi, pregate, riparate. Le sue parole non erano soltanto inviti, erano lampi. Parlavano dell’urgenza di tornare a Dio, prima che le ombre diventassero troppo fitte per vedere.
Eppure, la Luce ha continuato a brillare. Anche nel 1981, quando il sangue di un Papa bagnò la Piazza San Pietro. Era ancora il 13 maggio. E ancora una volta, la Madre celeste fu presente. Giovanni Paolo II, colpito da colpi mortali, fu misteriosamente risparmiato. Lui stesso disse: “Una mano ha sparato, un’altra ha guidato il proiettile”. Era la mano di Maria.
Questo giorno ci parla con la forza di un fuoco. Il 13 maggio ci scuote, ci chiama, ci costringe a guardare dentro noi stessi: stiamo ascoltando? Stiamo pregando? Stiamo rispondendo all’amore ferito di Dio? Perché la luce continua a squarciare le tenebre, ma le tenebre cercano ancora di soffocarla.
Oggi, più che mai, il mondo ha bisogno di questa Luce. Una luce che non è illusione, ma verità. Non è emozione, ma presenza viva. È Cristo, riflesso nello sguardo di Maria, che ci tende la mano, ci chiama alla conversione, ci attira verso la salvezza. Oggi, ogni 13 maggio è un richiamo alla fede. È la certezza che la luce di Dio, attraverso Maria, continua a brillare anche nelle notti più buie dell’umanità. È la conferma che il Cielo non è lontano, ma cammina accanto a noi, pronto a intervenire con amore e misericordia. Maria, la Madre della Luce, non è venuta per condannare, ma per richiamare l’umanità alla preghiera, alla penitenza, al ritorno a Dio. Le sue parole, semplici e materne, si sono impresse nei cuori come un invito urgente: pregate, soprattutto il Rosario, e non abbiate paura. Il male non avrà l’ultima parola.
In un mondo sempre più segnato da conflitti, incertezze e silenzi, il 13 maggio ci ricorda che la Luce non si lascia sconfiggere facilmente. Basta un segno, un momento, una scintilla per cambiare il corso delle cose. Spesso, è proprio quando le tenebre sembrano più fitte che si intravede l’alba.
Oggi, quella Luce possiamo essere anche noi: nelle nostre scelte, nei nostri gesti, nel nostro impegno quotidiano a cercare il bene, la verità e la giustizia. Affidiamoci alla nostra cara Mamma del Cielo, perché ogni 13 maggio — e ogni giorno — possiamo diventare strumenti di quella Luce che squarcia le tenebre.
Che ogni 13 maggio, dunque, sia un nuovo inizio. Che le tenebre arretrino, che la Luce trionfi! Perché, come ci ha promesso Maria: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà.”