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Giovedì, 13 Agosto 2020 21:00

DA MAGGIO A OTTOBRE

RECITA DEL ROSARIO DAVANTI AL SAGRATO DEL SANTUARIO ALLE ORE 21,00 segue Santa Messa - NON CI SARA' LA CONSUETA PROCESSIONE PER I MOTIVI CHE BEN CONOSCIAMO

13 AGOSTO; 19 AGOSTO: QUARTA APPARIZIONE

Il 13 Agosto 1917 il sindaco intervenne ancora una volta: mentre la folla era raccolta nella Cova da Iria ed aspettavano con ansia i piccoli veggenti, Giacinta, Francesco e Lucia vennero portati nella prigione comunale di Ourem dove furono sottoposti per alcuni giorni ad alcune dure pressioni perché rivelassero il segreto della Signora che vedevano alla Cova oppure che confessassero di aver mentito. Anche in prigione i piccoli recitarono il rosario e coinvolsero anche i carcerati che lì vi si trovavano.

Scrive così Lucia nelle sue Memorie:

“Decidemmo allora di recitare il nostro rosario. Giacinta tirò fuori una medaglia, che aveva al collo, chiese a un carcerato di appenderla a un chiodo del muro e, in ginocchio davanti alla medaglia, cominciammo a pregare. I carcerati pregarono con noi, come sapevano pregare per lo meno, rimasero inginocchiati. Finito il rosario, Giacinta tornò alla finestra a piangere.

– Giacinta! Non vuoi dunque offrire questo sacrificio al Signore? – le domandai.

– Voglio; sì; ma mi ricordo della mia mamma e non posso trattenere il pianto.

Allora siccome la Madonna ci aveva detto di offrire preghiere e sacrifici anche in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria, decidemmo di offrirli ognuno secondo una particolare intenzione. Uno per i peccatori, l’altro per il Santo Padre, l’altro in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria.

Presa la decisione, dissi a Giacinta di scegliere la sua intenzione.

– Io li offro per tutte, perché tutte mi piacciono molto.

C’era tra i carcerati, uno che suonava la fisarmonica. Cominciammo allora, per distrarci, a suonare e a cantare. Ci chiesero se sapevamo ballare. Rispondemmo che conoscevamo il “fandango” e il “vira”. Giacinta allora fece coppia con un povero ladro il quale, vedendola così piccina, concluse il ballo prendendola in braccio!”. (Memorie di Sr Lucia)

I pastorelli vennero liberati nella mattinata del 15 Agosto e furono riportati alla casa del parroco dove si ricongiunsero con i loro parenti.

La Vergine Maria apparve loro qualche giorno dopo, esattamente il 19 Agosto, in una località vicina detta Valinhos.

“Andando con le pecore, insieme a Francesco e a suo fratello Giovanni, in un luogo chiamato Valinhos, e sentendo che qualcosa di soprannaturale s’avvicinava e ci avvolgeva, sospettando che la Madonna venisse ad apparirci e rincrescendoci che Giacinta non ci fosse a vederLa, chiedemmo a sua fratello Giovanni che l’andasse a chiamare. Siccome lui non voleva, gli offrì due soldi, e lui corse a chiamarla.

Nel frattempo vidi, con Francesco, il riflesso della luce che noi chiamavamo lampo e, arrivata Giacinta, un istante dopo, vedemmo la Madonna sopra un leccio.

– Cosa vuole da me?

– Voglio che continuiate a venire alla Cova da Iria il 13; che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. Nell’ultimo mese, farò il miracolo, affinché tutti credano.

– Cosa vuole che si faccia dei soldi che la gente lascia nella Cova da Iria?

– Faccino due portantine: una, portala tu con Giacinta e altre due bambine vestite di bianco; l’altra, la porti Francesco con altre tre bambini. I soldi delle portantine sono per la festa della Madonna del Rosario; e quel che avanza è per la costruzione d’una cappella, che faranno fare.

– Vorrei chiederle la guarigione di alcuni ammalati.

– Sì; alcuni li guarirò entro l’anno.

E prendendo un spetto più triste:

– Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime

vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e interceda per loro.

E come al solito, cominciò a elevarsi verso oriente.” (Memorie di Sr. Lucia)

Giovedì, 13 Agosto 2020 21:00

13 AGOSTO; 19 AGOSTO: QUARTA APPARIZIONE

 Il 13 Agosto 1917 il sindaco intervenne ancora una volta: mentre la folla era raccolta nella Cova da Iria ed aspettavano con ansia i piccoli veggenti, Giacinta, Francesco e Lucia vennero portati nella prigione comunale di Ourem dove furono sottoposti per alcuni giorni ad alcune dure pressioni perché rivelassero il segreto della Signora che vedevano alla Cova oppure che confessassero di aver mentito.

Anche in prigione i piccoli recitarono il rosario e coinvolsero anche i carcerati che lì vi si trovavano.

Scrive così Lucia nelle sue Memorie:

“Decidemmo allora di recitare il nostro rosario. Giacinta tirò fuori una medaglia, che aveva al collo, chiese a un carcerato di appenderla a un chiodo del muro e, in ginocchio davanti alla medaglia, cominciammo a pregare. I carcerati pregarono con noi, come sapevano pregare per lo meno, rimasero inginocchiati. Finito il rosario, Giacinta tornò alla finestra a piangere.

– Giacinta! Non vuoi dunque offrire questo sacrificio al Signore? – le domandai.

– Voglio; sì; ma mi ricordo della mia mamma e non posso trattenere il pianto.

Allora siccome la Madonna ci aveva detto di offrire preghiere e sacrifici anche in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria, decidemmo di offrirli ognuno secondo una particolare intenzione. Uno per i peccatori, l’altro per il Santo Padre, l’altro in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria.

Presa la decisione, dissi a Giacinta di scegliere la sua intenzione.

– Io li offro per tutte, perché tutte mi piacciono molto.

C’era tra i carcerati, uno che suonava la fisarmonica. Cominciammo allora, per distrarci, a suonare e a cantare. Ci chiesero se sapevamo ballare. Rispondemmo che conoscevamo il “fandango” e il “vira”. Giacinta allora fece coppia con un povero ladro il quale, vedendola così piccina, concluse il ballo prendendola in braccio!”. (Memorie di Sr Lucia)

I pastorelli vennero liberati nella mattinata del 15 Agosto e furono riportati alla casa del parroco dove si ricongiunsero con i loro parenti.

La Vergine Maria apparve loro qualche giorno dopo, esattamente il 19 Agosto, in una località vicina detta Valinhos.

“Andando con le pecore, insieme a Francesco e a suo fratello Giovanni, in un luogo chiamato Valinhos, e sentendo che qualcosa di soprannaturale s’avvicinava e ci avvolgeva, sospettando che la Madonna venisse ad apparirci e rincrescendoci che Giacinta non ci fosse a vederLa, chiedemmo a sua fratello Giovanni che l’andasse a chiamare. Siccome lui non voleva, gli offrì due soldi, e lui corse a chiamarla.

Nel frattempo vidi, con Francesco, il riflesso della luce che noi chiamavamo lampo e, arrivata Giacinta, un istante dopo, vedemmo la Madonna sopra un leccio.

– Cosa vuole da me?

– Voglio che continuiate a venire alla Cova da Iria il 13; che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. Nell’ultimo mese, farò il miracolo, affinché tutti credano.

– Cosa vuole che si faccia dei soldi che la gente lascia nella Cova da Iria?

– Faccino due portantine: una, portala tu con Giacinta e altre due bambine vestite di bianco; l’altra, la porti Francesco con altre tre bambini. I soldi delle portantine sono per la festa della Madonna del Rosario; e quel che avanza è per la costruzione d’una cappella, che faranno fare.

– Vorrei chiederle la guarigione di alcuni ammalati.

– Sì; alcuni li guarirò entro l’anno.

E prendendo un spetto più triste:

– Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime

vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e interceda per loro.

E come al solito, cominciò a elevarsi verso oriente.” (Memorie di Sr. Lucia)

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