Domenica, 02 Dicembre 2018 08:38

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

E' iniziato il Tempo dell’Avvento, il tempo che ci prepara alla celebrazione del Natale. L’Avvento deve essere un tempo di silenzio e di attesa, di più intensa preghiera e di più generosa carità fraterna. Le letture di questa prima domenica d’Avvento ci danno delle preziose indicazioni per come trascorrere le quattro settimane che ci separano dal Natale.

La prima lettura ci dice: «Venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5).

Camminare nella luce del Signore significa uscire dalle tenebre del peccato e mutare completamente corso alla nostra vita. Con la prima domenica d’Avvento inizia un nuovo Anno liturgico e deve anche iniziare una vita nuova per noi: si deve rafforzare l’impegno di camminare sempre nella luce di Dio, rinunciando al peccato e a tutte le opere del maligno.

Nella seconda lettura, san Paolo apostolo ci indica chiaramente quello che deve essere il nostro impegno. Egli ci esorta a svegliarci dal nostro torpore e ci dice: «è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti» (Rm 13,11). Ben a ragione, san Paolo ci esorta a svegliarci, per il fatto che siamo addormentati: siamo cristiani ma non viviamo da cristiani. Subito dopo, egli così ci esorta: «La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce» (Rm 13,12). Cosa sono le opere delle tenebre? Sono i peccati, per i quali noi ci allontaniamo sempre di più dalla luce divina.

E quante sono le opere delle tenebre ai nostri giorni! Pensiamo all’aborto, pensiamo alle violenze, all’odio e alle molte disonestà nell’ambito della vita civile. Davvero, mai come in questo tempo stiamo brancolando nel buio.

Cosa dobbiamo fare, dunque, per tornare sulla retta via illuminata dalla luce del giorno? Dobbiamo svegliarci, ovvero convertirci, per mezzo di una buona Confessione, domandando sinceramente perdono dei nostri peccati, e, come dice il Vangelo di oggi, dobbiamo poi vigilare, ossia rimanere svegli. Gesù lo dice chiaramente: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà» (Mt 24,42).

Per i piccoli ed i grandi “Stare svegli” significa non farsi addormentare il cuore desiderando quello che pubblicizza la televisione, a forza di trascorrere davanti ad essa troppo tempo...

“Stare svegli” significa desiderare... quello che desidera il Signore.

“Stare svegli” significa non addormentarsi su internet o attraverso la play-station, i videogiochi… Quanto tempo passo davanti a queste cose?

Il tempo ha un inizio ed una fine.
Io, Gesù, sono all’inizio e alla fine del vostro tempo!  

Se non mi considerate importante,

se non avete tempo per me,

se non mi aspettate perché aspettate altre cose,

se non mi desiderate più di tutto e più di tutti…

voi sciupate tempo! Voi state dormendo!

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