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Atto di Affidamento alla Divina Misericordia

PREGHIERA DI AFFIDAMENTO ALLA DIVINA MISERICORDIA
DI SAN GIOVANNI PAOLO II

Dio, Padre misericordioso,
che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo,
e l'hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore,
Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.
Chinati su di noi peccatori,
risana la nostra debolezza,
sconfiggi ogni male,
fa' che tutti gli abitanti della terra
sperimentino la tua misericordia,
affinché in Te, Dio Uno e Trino,
trovino sempre la fonte della speranza.
Eterno Padre,
per la dolorosa Passione e la Risurrezione del tuo Figlio,
abbi misericordia di noi e del mondo intero! AMEN

NON VOGLIO PIU'

 

Non voglio più un amore qualsiasi,

voglio un amore che mi spinga

a vivere....,

che riempia le mie giornate vuote.

Voglio qualcuno con cui piangere e ridere

voglio qualcuno che divida con me

tutti momenti della mia vita

Voglio qualcuno a cui poter dare

il massimo di me stesso

Ma soprattutto voglio qualcuno da amare e da cui ricevere l'Amore

Cianci Antonio

Casa circ.di Bollate MI

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

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I PRIMI CINQUE SABATI

La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l'altro, disse a Lucia:
"Gesu' vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato".
Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna!
Lucia racconta: "Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell'altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: "Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v'è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe".

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Catechesi mariane san Giovanni Paolo II

giovannipaolosecondo

Il culto della Beata Vergine

Mercoledì 15 ottobre 1997

[563] «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna...» (Gal 4,4).

1. Il culto mariano si fonda sulla mirabile decisione divina di legare per sempre, come ricorda l'apostolo Paolo, l'identità umana del Figlio di Dio ad una donna, Maria di Nazaret.
Il mistero della maternità divina e della cooperazione di Maria all'opera redentrice suscita nei credenti di ogni tempo un atteggiamento di lode sia verso il Salvatore sia verso Colei che lo ha generato nel tempo, cooperando così alla redenzione.
Un ulteriore motivo di riconoscente amore per la Beata Vergine è offerto dalla sua maternità universale. Scegliendola come Madre dell'intera umanità, il Padre celeste ha voluto rivelare la dimensione per così dire materna della sua divina tenerezza e della sua sollecitudine per gli uomini di tutte le epoche.
Sul Calvario, Gesù con le parole: «Ecco il tuo figlio», «Ecco la tua madre» (Gv 19,26-27), donava già anticipatamente Maria a tutti coloro che avrebbero ricevuto la buona novella della salvezza e poneva così le premesse del loro filiale affetto per Lei. Seguendo Giovanni, i cristiani avrebbero prolungato con il culto l'amore di Cristo per sua madre, accogliendola nella propria vita.

2. I testi evangelici attestano la presenza del culto mariano sin dai primordi della Chiesa.
[564] I primi due capitoli del Vangelo di san Luca sembrano raccogliere l'attenzione particolare per la Madre di Gesù dei giudeo-cristiani che manifestavano il loro apprezzamento per Lei e ne custodivano gelosamente le memorie.
Nei racconti dell'infanzia, inoltre, possiamo cogliere le espressioni iniziali e le motivazioni del culto mariano, sintetizzate nelle esclamazioni di Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne... Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore!» (Lc 1,42.45).
Tracce di una venerazione già diffusa nella prima comunità cristiana sono presenti nel cantico del Magnificat: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48).
Ponendo sulla bocca di Maria tale espressione, i cristiani le riconoscevano una grandezza unica, che sarebbe stata proclamata sino alla fine del mondo.
Inoltre, le testimonianze evangeliche (cf. Lc 1,34-35; Mt 1,23 e Gv 1,13), le prime formule di fede e un passo di sant'Ignazio d'Antiochia1 attestano la particolare ammirazione delle prime comunità per la verginità di Maria, strettamente legata al mistero dell'Incarnazione.
Il Vangelo di Giovanni, segnalando la presenza di Maria all'inizio e alla fine della vita pubblica del Figlio, lascia supporre tra i primi cristiani una coscienza viva del ruolo svolto da Maria nell'opera della Redenzione in piena dipendenza di amore da Cristo.

3. Il Concilio Vaticano II, nel sottolineare il carattere particolare del culto mariano, afferma: «Maria, esaltata per la grazia di Dio, dopo suo Figlio, al di sopra di tutti gli angeli e gli uomini, perché è la madre santissima di Dio, che ha preso parte ai misteri di Cristo, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale».2
Alludendo, poi, alla preghiera mariana del terzo secolo «Sub tuum praesidium» – «Sotto la tua protezione» –, aggiunge che tale peculiarità emerge sin dall'inizio: «In verità dai tempi più antichi la bea[565]ta Vergine è venerata col titolo di Madre di Dio, sotto il cui presidio i fedeli pregandola si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro necessità».3

4. Quest'affermazione trova conferma nell'iconografia e nella dottrina dei Padri della Chiesa, sin dal secondo secolo.
A Roma, nelle catacombe di Priscilla, è possibile ammirare la prima rappresentazione della Madonna col Bambino, mentre nello stesso tempo san Giustino e sant'Ireneo parlano di Maria come della nuova Eva che con la fede e l'obbedienza ripara l'incredulità e la disobbedienza della prima donna. Secondo il Vescovo di Lione, non bastava che Adamo fosse riscattato in Cristo, ma «era giusto e necessario che Eva fosse restaurata in Maria».4 Egli sottolinea in tal modo l'importanza della donna nell'opera di salvezza e pone un fondamento a quella inseparabilità del culto mariano da quello tributato a Gesù che percorrerà i secoli cristiani.

5. Il culto mariano si espresse inizialmente nell'invocazione di Maria come «Theotokos», titolo che ebbe autorevole conferma, dopo la crisi nestoriana, dal Concilio di Efeso svoltosi nell'anno 431.
La stessa reazione popolare alla posizione ambigua ed oscillante di Nestorio, che giunse a negare la divina maternità di Maria, e la successiva gioiosa accoglienza delle decisioni del Sinodo Efesino, confermano il radicamento del culto della Vergine tra i cristiani. Tuttavia «soprattutto a partire dal Concilio di Efeso, il culto del popolo di Dio verso Maria crebbe mirabilmente in venerazione e in amore, in invocazione e in imitazione...».5
Esso si espresse specialmente nelle feste liturgiche, tra le quali, dagli inizi del V secolo, assunse particolare rilievo «il giorno di Maria Theotokos», celebrato il 15 agosto a Gerusalemme e divenuto successivamente la festa della Dormizione o dell'Assunzione.
Sotto l'influsso del «Protovangelo di Giacomo» furono, inoltre, istituite le feste della Natività, della Concezione e della Presentazione, che contribuirono notevolmente a mettere in luce alcuni importanti aspetti del mistero di Maria.

[566] 6. Possiamo ben dire che il culto mariano si è sviluppato fino ai nostri giorni in mirabile continuità, alternando periodi fiorenti a periodi critici i quali, tuttavia, hanno avuto spesso il merito di promuoverne ancor più il rinnovamento.
Dopo il Concilio Vaticano II, il culto mariano appare destinato a svilupparsi in armonia con l'approfondimento del mistero della Chiesa e in dialogo con le culture contemporanee, per radicarsi sempre più nella fede e nella vita del popolo di Dio pellegrino sulla te

Magia di Natale

E’ nell’aria frizzante

di gelidi abbracci

quel brillio variopinto

che dipinge le strade

di luce chiara soffusa.

Dai negozi traspare

voglia di festa

e scatole di regali

poste a piramide

attirano gli occhi

inebriati d’attesa.

Voci di canti

echeggiano nelle chiese,

nelle strade e nelle piazze

dove la gioia

misura stagioni d’intesa.

Il cuore attende

il suo bene vitale,

la vita prepara

doni di solidale conforto,

l’amore brucia

scorie di male…

E Dio canta con l’uomo

l’armonia dell’esistere

in un crescendo sapiente

di lode e di pace.

 

 

                                                       Beatrice Cornado

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